Home Colline Metallifere Consiglio provinciale, il Pci: “Massa rimane fuori perchè il Comune non conta niente”

Consiglio provinciale, il Pci: “Massa rimane fuori perchè il Comune non conta niente”

di Redazione
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Massa Marittima (Grosseto). “Massa Marittima è fuori dal Consiglio provinciale perché l’unico candidato presente per la città, Lorenzo Balestri, resta al palo perché non votato”.

Con questa dichiarazione Daniele Gasperi, del Pci di Massa Marittima, inizia il suo intervento sulle recenti elezioni per il rinnovo del Consiglio provinciale.

“Un fatto che dimostra quanto conti Massa Marittima in ambito provinciale e quanta sia la considerazione ed il peso politico del nostro Comune, sempre in ambito provinciale – spiega Gasperi -. Un fatto che penalizza la città, che non potrà portare problemi e istanze del territorio comunale e dei territori limitrofi nell’assise provinciale”.

Gasperi ricorda che “come l’ammodernamento e la conclusione dei lavori sull’allora Strada Regionale 439, sui quali la Provincia a suo tempo aveva competenze dirette poi passate nuovamente allo Stato, siano rimasti opera incompiuta nonostante le risorse e le progettazioni fossero disponibili, ed ora, anche se la competenza è dell’Anas, si perde una voce che poteva rappresentare e sollecitare il problema in un ambito istituzionale senz’altro più forte e importante come il Consiglio provinciale”.

Questa è anche la posizione della segreteria provinciale del Pci, che punta il dito “anche su un sistema farraginoso come quello delle elezioni del presidente e del Consiglio provinciale, che avvengono in momenti distinti e portano a risultati come quello attuale, dove il presidente è espressione del centrosinistra e il Consiglio invece ha la maggioranza di centrodestra. Una logica diabolica che complica le cose e l’unico effetto prodotto è quello di espropriare i cittadini del diritto a scegliere i propri rappresentanti in un ente che è previsto dalla Costituzione. Fa male Termine a prendersela con Gori e Bernardini, perché la responsabilità di tutto questo fa capo al Pd che, con la Legge Del Rio, voleva eliminare le Province e la bocciatura del referendum costituzionale del 2016, sostenuta fortemente dallo stesso Termine, che ne doveva sancire la fine, ha portato ad una situazione dove ci sono evidenti contraddizioni”.

“L’unica cosa è che si è mortificata è la democrazia perché si è sottratto dalle mani dei cittadini il potere di decisione di eleggere i propri rappresentanti per affidarlo nelle mani di contabili e notabili di partito, ai quali interessa solo avere più poltrone e poco le funzionalità di un ente che, per il territorio grossetano – termina il Pci, è importante e può essere determinante per scelte che vanno dalla viabilità, all’edilizia scolastica, ai trasporti e ad altre materie sulle quali la politica mette poca attenzione”.

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