Home Attualità Strage dei migranti: Anpi e Spi Cgil piantano un melograno in ricordo delle vittime

Strage dei migranti: Anpi e Spi Cgil piantano un melograno in ricordo delle vittime

L'iniziativa è in programma sabato 27 maggio a Ribolla

di Redazione
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Roccastrada (Grosseto). “A livello nazionale diverse associazioni, quali la Cgil, l’Anpi, l’Arci, Legambiente si stanno impegnando per assumere iniziative che tengano viva l’attenzione dell’opinione pubblica sul dramma dei migranti che partono dai loro paesi di origine per tentare -in condizioni disumane- di raggiungere la pace, la sopravvivenza, il lavoro, ma soprattutto la vita”.

A dichiararlo, in un comunicato, sono la Lega Spi-Cgil e la sezione dell’Anpi di Roccastrada.

“Ormai sono anni che il Mediterraneo è divenuto la bara di moltissime di queste persone che, seppur dopo drammatiche e inenarrabili vessazioni, non riescono a toccare le coste dell’Europa, dove sperano di trovare un mondo migliore rispetto a quello da cui fuggono – continua la nota -. Ma sono ancora anni che assistiamo a politiche ed a sentimenti diffusi di ripulsa verso questi esseri umani, la cui unica colpa è essere nati in zone martoriate del pianeta. La Lega Spi-Cgil di Roccastrada e la locale sezione Anpi hanno deciso di organizzare una iniziativa anche nel nostro territorio incentrata nel mettere a dimora un melograno ‘per ricordare le stragi dei migranti, per operare affinché non si spezzino più vite innocenti, per restare umani’, così come recita l’appello a livello nazionale rivolto a tutti i Comuni d’Italia”.

“L’appuntamento è per sabato 27 maggio alle 16 nel verde pubblico attiguo al centro civico di Ribolla (via della Libertà), luogo-simbolo dell’integrazione in quanto presso la Porta del Parco vengono tenuti corsi di alfabetizzazione degli immigrati che popolano i nostri paesi, ma anche luogo di aiuto ai bambini e ragazzi nel loro percorso scolastico. Ribolla è sempre stata, fin dalle sue origini minerarie, luogo di immigrazione, di accoglienza, di integrazione: gli italiani, soprattutto meridionali, venuti a lavorare nella miniera a metà del secolo scorso, i balcanici degli anni ’80 e ’90 soprattutto dediti ai lavori boschivi, i tanti nordafricani che ormai vivono stabilmente in questo paese – termina il comunicato -. Un paese ‘aperto ai venti ed ai forestieri’, come avrebbe detto Luciano Bianciardi, che vuole anche con questa iniziativa dare un segno tangibile che l’umanità e l’accoglienza non sono solo parole di circostanza, ma fatti concreti”.

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