Home Colline Metallifere Sanità, Consulta civica e Pci: “Medicina territoriale smantellata, cittadini in difficoltà”

Sanità, Consulta civica e Pci: “Medicina territoriale smantellata, cittadini in difficoltà”

di Redazione
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Con la Dottoressa Magini siamo al terzo medico di base che va in pensione in pochi mesi. Prima di lei il Dottor Lasi e il Dottor Fivizzani. Nessuna nuova convenzione con altri professionisti che rinforzi il team di medici di famiglia e il sostituto lo si può scegliere tra i medici di altri comuni”.

A dichiararlo, in un comunicato, sono Paolo Mazzocco, della consulta civica di Massa Marittima, e Daniele Gasperi, del Pci di Massa Marittima.

“La notizia si apprende dai giornali online, dove vengono indicate le modalità di scelta – continua la nota -. È così che potenziano la medicina territoriale? È così che una popolazione per lo più anziana e fragile viene sostenuta in piena pandemia? È così che si investe su quella che dovrebbe l’alternativa ai ricoveri? Così come fu fatto per la pediatra di base, niente sostituta e obbligo di scegliere su area, cioè sui comuni della zona perché la scelta, qualora si superino determinati limiti sul numero degli assistiti, può essere rifiutata dallo stesso medico. Toccherà quindi scegliere tra i medici di un altro comune, compreso nell’ambito territoriale delle Colline Metallifere, con i disagi che questo comporta. Tutto continua ad avvenire nel silenzio delle istituzioni, un silenzio che evidentemente è assenso, se non addirittura complicità”.

“Da una parte un ospedale in situazione disastrosa ormai nota a tutti e dall’altra un territorio sempre più privato anche dei suoi principali presidi come i medici di famiglia – prosegue il comunicato -. A questo si aggiunga il fatto che a Massa non si fanno vaccini e la gente si sente rispondere di andare nella migliore delle ipotesi a Follonica o in alternativa a Grosseto o Orbetello, quando poi la stessa azienda utilizza medici ospedalieri che lavorano nel presidio proprio per far fronte ai vaccini creando ulteriori difficoltà al presidio e contribuendo ad allungare le liste di attesa per le altre prestazioni. Su tutto questo l’amministrazione è muta e ci chiediamo dove sia il sindaco, ora anche presidente della Società della Salute, come mai non prenda posizione. Assisteremo alle solite giustificazioni di rito, che ormai non reggono più legate alla mancanza di medici, come se dei tre professionisti non si sapesse, non da ora ma da anni, che prima o poi sarebbero andati in pensione e non vi fosse stato il tempo per sopperire a qualcosa di scontato“.

“Senz’altro ci verrà raccontato che dovremo puntare sulle nuove tecnologie, confidando che tutte le persone si possano dotare e soprattutto siano in grado di adoperare strumenti informatici o telefoni che mettano gli assistiti in grado di effettuare delle video – visite – sottolinea la nota -. Oggi quello che conta non è più avere il contatto, la presenza, la valutazione effettuata con una visita vera con un colloquio diretto, oggi è sufficiente collegarsi, vedersi dietro un monitor, parlare, il resto fa parte di un’umanizzazione del rapporto destinata a scomparire come se non fosse anche quella cura. Riteniamo inconcepibile tutto questo e quanto mai dannoso per i territori marginali dove si concentra, tra l’altro, il più alto numero di persone anziane e fragili. Nel frattempo continua il piano di ridimensionamento del nostro ospedale, dove anche per fare una semplice radiografia o un’indagine diagnostica di altro tipo se si passa dal pronto soccorso nelle ore serali in molte occasioni l’utente è dirottato su Grosseto perché mancano gli specialisti e le attività sono chiuse”.

“Le risorse promesse e quelle che arriveranno necessitano di progetti, programmi e soprattutto di volontà che non siano silenzi, assensi e assenze delle istituzioni per impedire quel declino ormai palpabile ed evidente in tutti i comparti della salute – termina il comunicato, che rimetta al centro delle priorità il diritto alla salute e ne rilanci i settori da troppo tempo dimenticati“.

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