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Massa Marittima: obbligatoria la dichiarazione ISEE per il servizio mensa nelle scuole

di Roberto Lottini
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A causa dei tagli sempre più onerosi da parte del Governo e considerate le maggiori difficoltà delle famiglie dovute alla crisi economica, quest’anno il Comune di Massa Marittima ha dovuto rivedere le tariffe relative alla mensa scolastica, stabilendo fasce di reddito differenziate fino a 35mila euro di ISEE e non più fino a 15mila euro come negli anni precedenti.

Dopo gli incontri tenutisi tra l’assessore all’Istruzione e vicesindaco Luana Tommi, la dirigente scolastica dell’Istituto comprensivo “Breschi” Marcella Rossi, alcune insegnanti e una parte dei genitori degli studenti delle scuole dell’infanzia, primaria e secondaria di primo grado, l’Amministrazione comunale intende chiarire alle famiglie degli studenti dubbi e perplessità emersi dalle riunioni precedenti.

Innanzitutto, la prima raccomandazione rivolta a ciascun utente è quella di recarsi presso gli sportelli delle associazioni di categoria o i sindacati, che gratuitamente compilano la dichiarazione ISEE, per consegnare poi il modulo all’Ufficio “Scuola” del Comune che calcolerà la quota da pagare sulla base della fascia di reddito corrispondente.

Infatti, il pagamento del costo intero del pasto, equivalente a 5.70 euro, è previsto solamente con una fascia ISEE superiore a 35mila euro. Negli altri casi, la tariffa si riduce proporzionalmente al reddito e potrà aumentare rispetto allo scorso anno in modo non consistente per le famiglie con un solo figlio, mentre diminuirà sicuramente per chi ha più di un figlio, poiché solo il bambino che usufruisce in modo più frequente del servizio pagherà l’intera retta, mentre gli altri figli pagheranno tutti la metà della cifra calcolata in base
all’ISEE.

La dichiarazione ISEE non deve essere confusa con la dichiarazione dei redditi.

“L’indirizzo di questa Amministrazione – dichiara il sindaco Lidia Bai è sempre stato quello della salvaguardia dei servizi al cittadino e di un accesso a questi che si basasse sul principio di equità sociale e sulla pari opportunità. Da questi concetti deriva la differenziazione di pagamenti per fasce di reddito”.

L’ISEE – spiega Luana Tommiè l’unico strumento che abbiamo per appurare quali sono le famiglie che più di altre hanno bisogno di agevolazioni tariffarie a causa di situazioni economiche difficili. Naturalmente se i trasferimenti statali fossero rimasti equivalenti agli scorsi anni il Comune sarebbe riuscito anche quest’anno a compartecipare al servizio nella stessa misura. Ma dopo gli ingenti tagli arrivati dal governo nazionale e vista la situazione di particolare difficoltà economica generalizzata, abbiamo pensato di tutelare il più possibile le fasce deboli della popolazione e chiedere uno sforzo maggiore a chi ha di più”.

Un principio di solidarietà, o meglio, di equità fiscale contestato da alcuni genitori che hanno invece chiesto per tutti, indipendentemente dal reddito, una tariffa fissa di 4 euro. “Naturalmente – ha chiarito il vicesindaco -, l’Amministrazione ha puntato invece sulla differenziazione dei redditi, fermo restando che chi non presenta l’ISEE deve necessariamente pagare la quota massima”.

Alla difficoltà dichiarata da molti di presentare il proprio ISEE, l’assessore ha risposto che ogni dichiarazione è tutelata dalla norma sulla privacy e serve semplicemente per accertare l’effettivo diritto di un utente ad usufruire di agevolazioni.

Per quanto riguarda la presentazione delle iscrizioni al servizio mensa, la scadenza è stata posticipata alla fine del mese e resterà ad ogni modo elastica visti i ritardi dovuti allo spostamento del termine di approvazione del bilancio comunale.

Inoltre, il servizio viene garantito a tutti e chi non pagherà sarà soggetto al consueto iter legale di recupero dei crediti. La tassa di iscrizione al servizio resta invariata a 25 euro, ma anche questa imposta è calibrata in base alla fascia economica.

Per quanto riguarda la possibilità di portare i bambini della scuola dell’obbligo a casa per il pranzo, la dirigente Marcella Rossi ha spiegato che la legge nazionale sul tempo pieno considera il tempo del pasto parte integrante dell’orario didattico e che quindi non consente eccezioni. Quindi, se le famiglie dovessero portare via i bambini all’ora di pranzo per poi riaccompagnarli a scuola, l’anno prossimo la scuola non potrebbe ottenere le 40 ore di tempo pieno dal Ministero e l’orario tornerebbe alle 27 ore settimanali del tempo normale. Inoltre, la possibilità per le famiglie di preparare il pranzo ai propri bambini e sostituirlo con quello della mensa è vietata dalle normative Asl in materia di contaminazione.

“In merito infine ai prezzi della società concessionaria del servizio – chiarisce l’assessore Tomminon sono più alti che in molti altri comuni della zona; il Comune di Massa Marittima quest’anno riesce però a partecipare alle tariffe in percentuale minore rispetto agli scorsi anni. L’unico tentativo che possiamo fare è quello di convocare un incontro con la società e verificare se l’abbandono dell’uso della totalità di cibi biologici può determinare un risparmio. Sulla qualità dei cibi infine non si sono rilevate lamentale o segnalazioni fino ad oggi, ad ogni modo la commissione mensa appositamente istituita, con rappresentanti Asl, dietiste, genitori, amministrazione ed insegnanti si riunirà a breve per discutere ogni aspetto.”

“Infine una precisazione per chi ha afferma che il Comune dà spazio agli eventi culturali e non ai servizi.– conclude l’assessore – I servizi ai cittadini sono la nostra priorità, l’evento culturale tanto discusso di “Lirica in Piazza”, ad esempio, è stato realizzato quest’anno solo grazie a contributi di ministero e sponsor e grazie all’assunzione del rischio di impresa da parte dell’impresario che ha realizzato gli spettacoli”.

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