Home Colline Metallifere Il sindaco Bizzarri interviene sulla polemica per la “Festa del Cacciatore” a Scarlino

Il sindaco Bizzarri interviene sulla polemica per la “Festa del Cacciatore” a Scarlino

di Roberto Lottini
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Dopo il coro di proteste sollevato dai comitati e dalle associazioni ambientaliste in merito alla “Festa del Cacciatore”, che proprio in questi giorni si sta svolgendo nel comune di Scarlino, il sindaco Maurizio Bizzarri intende rispondere a tali critiche con una lettera che pubblichiamo integralmente:

“Sollecitato da numerose e-mail arrivate al mio indirizzo, a quello del Presidente Marras e del Provveditorato agli Studi di Grosseto, prendo volentieri posizione riguardo alla Festa del Cacciatore che si tiene presso gli impianti sportivi di Scarlino Scalo dal 15 al 19 Agosto.  La festa quest’anno è arricchita dalla collaborazione con le scuole primarie e dagli elaborati sulla caccia eseguiti dai  bambini, oltre che dalla presenza e dall’uso degli asinelli delle Bandite di Scarlino, diventati oramai molto richiesti e graditi da tutti, grandi e piccini.

Ritengo faziose e strumentali le allarmate e allarmanti critiche di Lav, Italia nostra, Lac e Acu, relative alla festa, che per altro sta riscuotendo un enorme successo di pubblico fin dalla sua prima serata.

La caccia, come da me ripetutamente sottolineato e dichiarato, fa parte del patrimonio di eccellenze della nostra Maremma e come tutte le tradizioni va difesa e salvaguardata, sempre nel dovuto rispetto delle regole e della legalità.

Al di là di ogni mio pensiero, che ho già ben esposto più e più volte, mi preme oggi sottolineare anche l’aspetto non secondario dell’ indotto economico, assolutamente non trascurabile, con centinaia di persone che lavorano nel settore (armerie, cani, veterinari, abbigliamento, pelletteria): in un momento di crisi generale, pensare solamente di bloccare una parte di mercato per le smanie di una “minoranza di irriducibili” (affermazione affatto casuale)  mi sembra una vera follia.

Ma parliamo anche delle critiche specifiche fatte alla festa, che riguardano le solite ipocrisie dell’ambientalismo estremista: frasi come “i milioni di animali morti ogni anno per il divertimento di pochi cacciatori…” sono anacronistiche. Voglio infatti ricordare ai “criticatori” che se l’80% della popolazione è contraria (come dicono loro) a questa disciplina, circa il 95% degli Italiani è onnivoro, cioè mangia anche carne, probabilmente allevata negli allevamenti intensivi, che costringono in angusti spazi galline, oche, maiali, vitelli!  Per non parlare dei poveri pesci colpevoli solo di non avere la voce per lamentarsi!

Un’altra folle affermazione è la simpatica relazione tra cacciatori e inquinamento dell’ambiente: tutti sanno (anche i criticatori) che i cacciatori sono proprio un mezzo di controllo e difesa della natura, habitat necessario al perpetuarsi della loro attività. La caccia è uno degli sport più antichi, nato come necessità di approvvigionamento del cibo e diventato poi una disciplina sportiva con precise e ferree norme a tutela proprio dell’ambiente e degli animali stessi. Come in tutte le cose, ovvio, ci può essere qualcuno con atteggiamenti fuori dal coro, che però non deve essere preso a rappresentanza di una categoria, quella dei cacciatori, fatta di persone serie e oculate. E poi per questi personaggi borderline ci sono le guardie venatorie, adibite ai giusti e severi controlli, che svolgono con oculatezza!  

In merito all’altra affermazione, reale ma estremamente qualunquista, legata alle vittime delle battute di caccia, è ovvio che per quasi ogni disciplina possano anche esistere incidenti, ma forse la caccia ha una casistica non superiore all’alpinismo, agli sport acquatici, allo sci,  ai rally e all’automobilismo.

Anche il fatto di sostenere che la caccia non serva a diminuire i danni all’agricoltura, è un’affermazione molto coraggiosa! Prova ne sono le  nostre zone, con gli ingenti danni causati dagli ungulati, che solo la stagione venatoria della caccia al cinghiale riesce a contenere. Ma anche la lotta agli incendi, con la pulizia e l’uso delle macchie e delle cesse, grazie proprio ai frequentatori più assidui, cioè i cacciatori.  

Per concludere, rinvio al mittente le provocazioni e concludo con un consiglio: invece di usare questi metodi, rivisti e patetici, la prossima volta potreste organizzare una bella festa dopo quella del Cacciatore, per spiegare alla gente le vostre opinioni e il vostro punto di vista!

Scarlino è ben lieto di ospitarvi…d’altronde il Sindaco ha un debole per Londra, regno della multi etnia e delle diversità di pensiero!”

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