Pubblicato il: 11 Luglio 2012 alle 11:24

AgricolturaAmbiente

Coldiretti Toscana lancia l’allarme: la siccità provocherà perdite per 25 milioni di euro

Lo stress idrico rischia di compromettere la stagione del mais e dei seminativi. Se per il grano il pericolo è scampato, per mais, girasole da cui si ricava olio di semi e derivati per mangiami, e sorgo, il rischio di un dimezzamento della produzione è molto realista. Il gran caldo del mese di giugno, che si è classificato al terzo posto tra i più caldi e al quarto posto tra i più siccitosi, accompagnato da temperature africane anche la notte, preoccupa, non poco, i produttori toscani.

In Toscana mais significa, in termini di produzione 24 mila ettari circa, 160-180 mila tonnellate di prodotto per un valore di 40 milioni di euro. I girasoli, produzione in forte espansione che caratterizza molti tratti del paesaggio regionale, sono coltivati su 24 mila ettari che rendono circa 50 mila tonnellate mentre il sorgo, utilizzato principalmente per l’industria dell’alimentazione animale rappresenta una produzione minore, ma comunque presente, con 2 mila ettari per un fatturato che si aggira intorno alle 5 tonnellate per ettaro. Complessivamente questi tre prodotti valgono, nello scacchiere economico, 70 milioni di euro. La siccità potrebbe quasi dimezzarli.

Secondo una prima stima di Coldiretti Toscana (info su www.toscana.coldiretti.it), la siccità potrebbe infatti, costare in termini di mancata produzione tra il 30% ed il 40% per un valore che si aggira tra i 20-25 milioni di euro. Grosseto, Siena, Arezzo e Pisa sono le province dove è concentrato il grosso della produzione di mais, sorgo e girasoli. E le previsioni, per il mese di luglio, un mese cruciale per la maturazione, non mettono acqua.

 “E’ evidente – analizza Tulio Marcelli, Presidente Coldiretti Toscana – che esiste un problema molto serio. Se per il grano i giochi sono fatti e le prime stime sono positive per produzione e quantità, per mais e girasole in particolare, qualche preoccupazione la stiamo avendo”.

Per Marcelli gli eccessi climatici ed il prolungamento di condizioni particolarmente straordinarie come la siccità, ma anche il freddo e stagioni molto piovose, “stanno ridisegnando la geografia agricola della Toscana” determinando, come conseguenza, “un’incertezza nelle produzioni che si traduce in un’incertezza economica per le imprese. Dobbiamo abituarci ad affrontare questo genere di anomalie perché non saranno casi sporadici, ma saranno sempre più frequenti per diventare una regola”.

Fonte: Coldiretti Toscana

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