Crisi del latte, nuovo vertice in Regione: “Occorre un piano di rilancio del settore”

L’assessore regionale all’agricoltura Marco Remaschi, dopo le sollecitazioni e prese di posizioni di Coldiretti, ha deciso di convocare per lunedì prossimo un incontro per analizzare la crisi del comparto del latte ovino e mettere a punto le possibili strategie di rilancio.

Il settore ovi-caprino sta attraversando un periodo di profonda crisi – afferma Paolo Giannini, direttore di Coldiretti Grosseto –: infatti, ai continui attacchi dei predatori, all’aumento dei costi di produzione si sono aggiunte le disdette dei contratti di fornitura di latte che alcuni caseifici stanno comunicando ai pastori con l’intenzione di cessare il ritiro del latte con la prossima campagna. Più volte Coldiretti si è fatta carico delle legittime istanze del mondo degli allevatori ovini portando sui tavoli istituzionali un pacchetto di proposte per dare vita ad un piano di rilancio del settore. Abbiamo trovato anche la piena disponibilità della presidenza della Regione sulla necessità di definire un programma finalizzato alla valorizzazione della filiera ovi-caprina che, anche per i problemi legati alla predazione, è interessata da una preoccupante crisi, con numerose aziende costrette a cessare le attività, soprattutto nelle aree marginali”.

“Bisogna riuscire a valorizzare ancora di più le denominazioni di origine e rafforzare la capacità di penetrazione sui mercati, non solo nazionali, ma anche europei ed extra europei, delle produzioni sia di formaggi che di carne provenienti dai nostri allevamenti, rendendo credibili traiettorie di futuro per produttori che svolgono una funzione fondamentale sul piano economico e sociale, presidiando altresì territori il cui abbandono e degrado determinerebbero gravi rischi per l’assetto idrogeologico – termina Giannini -. Per questo non siamo disponibili ad accettare miopi strategie commerciali che mettono a rischio un mondo, fatto di tradizioni rurali e passioni, che sta dietro ogni forma di pecorino, un prodotto legato in maniera forte alla terra di origine: la Toscana. Ciò ci obbliga, in sintonia con le istituzioni, a contrastare qualsiasi tentativo di strumentalizzazione e di speculazione sulle spalle degli allevatori”.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.

Top