Coldiretti: “Da ogni euro di spesa, solo 15 centesimi agli agricoltori. E’ furto di valore aggiunto”

Per ogni euro speso dai consumatori per l’acquisto di alimenti meno di 15 centesimi in media vanno a remunerare il prodotto agricolo, mentre il resto viene diviso tra l’industria di trasformazione e la distribuzione commerciale che assorbe la parte preponderante del valore.

Coldiretti Grosseto torna a chiedere di riflettere su questa mannaia che colpisce i redditi degli agricoltori. Lo fa commentando le dichiarazioni del proprio presidente nazionale, Roberto Moncalvo, in occasione del G7 agricolo di Bergamo in riferimento alla Giornata mondiale dell’alimentazione della Fao.

Per garantire la sostenibilità della produzione agricola è necessaria – sottolinea il direttore provinciale di Coldiretti, Andrea Renna una equa distribuzione del valore, mentre il prezzo degli alimenti aumenta quasi sette volte dal campo alla tavola per colpa delle distorsioni e delle speculazioni lungo la filiera, che danneggiano agricoltori e consumatori“.

La situazione, secondo una analisi della Coldiretti, varia da prodotto a prodotto, con le situazioni peggiori che si registrano per i trasformati, con il grano tenero nei campi pagato meno di 20 centesimi al chilo, che arriva a 2,80 euro al chilo del pane sullo scaffale con un aumento di quasi 15 volte.

“Stiamo vivendo un furto di valore aggiunto che, senza alcun beneficio per i consumatori, vede sottopagati i prodotti agricoli spesso al di sotto dei costi di produzione. In Italia, per pagare un caffè al bar, l’agricoltore tipo – conclude Renna dovrebbe mettere sul bancone 5 chili di grano o 3 chili di risone o 1,5 chili di mele o una dozzina di uova. Una ingiustizia da sanare rendendo più equa e giusta la catena di distribuzione degli alimenti anche con interventi per limitare lo strapotere contrattuale dei nuovi poteri forti dell’agroalimentare“.

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