Decreto Dignità, Coldiretti: “Bene reintroduzione dei voucher in agricoltura”

Con l’approvazione definitiva del Decreto Dignità finalmente si riaprono le porte all’utilizzo dei voucher in agricoltura dopo il flop della riforma del 2017 – afferma Paolo Giannini, direttore di Coldiretti Grosseto -. Con il loro ritorno, infatti, si riaffermano i principi originari senza gli abusi che si sono verificati in altri settori e si assicura uno strumento agile, flessibile, che semplifica rispondendo soprattutto ad un criterio di tempestività tipica di un’attività condizionata dalla natura, ma che offre anche una opportunità di integrare il reddito delle categorie più deboli. Ora occorre fare prestissimo per adeguare la procedura Inps affinchè le novità sui voucher tanto attese dalle imprese agricole siano immediatamente disponibili a partire dalla vendemmia che sta per iniziare e dove vengono impiegati la metà dei voucher utilizzati in agricoltura”.

Con i voucher moltissimi posti di lavoro occasionali possono essere recuperati nelle attività stagionali in campagna, dove sono impiegati soltanto per le attività svolte da disoccupati, cassintegrati, pensionati e giovani studenti che non siano stati operai agricoli l’anno precedente. I voucher ritornano a dieci anni della loro introduzione in Italia, che è avvenuta il 19 agosto 2008 con una circolare dell’Inps, che per la prima volta autorizzava la raccolta dell’uva attraverso voucher con l’obiettivo di ridurre burocrazia, riconoscendo la specificità del lavoro agricolo.

“Nel corso degli anni successivi all’introduzione nel 2008 è stato allargata la possibilità di utilizzo alle altre attività di agricole ma il settore è rimasto fedele all’originaria disciplina ‘sperimentale’ con tutte le iniziali limitazioni (solo lavoro stagionale e solo pensionati, studenti, cassintegrati e disoccupati) a differenza degli altri comparti produttivi. Meno del 2% del totale dei voucher – afferma Coldirettiè stato impiegato in agricoltura, dove sono nati e rappresentano un valido contributo all’emersione del lavoro sommerso. Non è un caso che il numero di voucher utilizzati in agricoltura sia praticamente rimasto stabile dal 2011 senza gli abusi che si sono verificati in altri comparti“.

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