Agricoltura

Danni da predatori, Coldiretti: “Basta promesse, occorrono risposte. La misura è colma”

La problematica delle predazioni e dei danni da ungulati continua a far registrare danni nel settore agricolo maremmano in molte zone del territorio.

Aziende che solo un paio di anni fa potevano contare su greggi con oltre 200 capi oggi sono praticamente sull’orlo della chiusura avendo perso fino a due terzi dei propri capi. Conseguenze negative sul reddito, oltre che per l’ambiente che perde sentinelle che tutelano paesaggio garantendo prodotti salubri e genuini. Nei campi stesse negatività a causa degli ungulati che nei numeri rappresentano ormai un esercito e in molte zone, da Alberese ad Orbetello, così come nella zona nord del territorio, mietono danni ingenti.

“Non ci vogliono né tavoli né incontri occorrono risposte. Abbiamo chiesto alla nostra sede regionale – ha sottolineato il presidente provinciale di Coldiretti Grosseto, Marco Brunidi verificare lo stato dell’arte delle procedure per avviare la presentazione delle domande per la concessione degli indennizzi alle aziende zootecniche a seguito di danno da predazione, secondo il DGR135/2016, per i danni avvenuti nel corso del 2017. I nostri allevatori non chiedono elemosine, vorrebbero solo poter lavorare in tranquillità senza dover per forza controllare, anche in pieno giorno, i propri allevamenti per evitare attacchi da parte di ibridi che sono purtroppo all’ordine del giorno. La nostra sede regionale ha sollecitato, lunedì scorso, la Regione Toscana per l’emanazione del bando, ma occorre non perdere altro tempo”.

L’agricoltura e la zootecnia in Maremma non possono continuare a subire e registrare questi danni – ha aggiunto Andrea Renna, direttore di Coldiretti Grosseto –, i nostri imprenditori non vogliono lavorare per ottenere risarcimenti ma solo poter fare impresa, producendo per i cittadini e non certo per animali selvatici e predatori. Qui è a rischio la sopravvivenza delle aziende e anche l’attività per le nuove imprese, nate anche grazie ai sostegni per il primo insediamento, che rivendicano il diritto di una traiettoria di futuro per centinaia di giovani, oltre che per gli stessi territori in cui questi vorrebbero continuare a vivere operando come da secoli avviene a tutela di un patrimonio unico“.

Coldiretti Grosseto, infine, dopo la diffida alla Regione Toscana per i danni da predatori con la richiesta di risarcimento dei danni causati al comparto ovino da predatori negli anni 2010, 2011, 2012 e 2013, per oltre 30 aziende fortemente penalizzate dalle incursioni dei predatori e dagli ingenti danni subiti dai loro allevamenti, già negli anni dal 2010 al 2013 e per i quali ad oggi non hanno ricevuto alcun risarcimento, porterà la questione in Tribunale. Nell’interesse dei soggetti coinvolti ha dato mandato all’avvocato Finamore, apprezzato e noto professionista di Grosseto, di presentare la richiesta.

L’obiettivo principale – ricorda il presidente Marco Bruniè quello di tutelare, far valere e vedere finalmente riconosciute le legittime aspettative dei nostri soci che nel corso degli anni hanno subito ingenti danni ai propri allevamenti. Finamore, su incarico della Coldiretti di Grosseto, facendo espresso riferimento alle richieste di risarcimento danni inviate direttamente dai soci della organizzazione, all’ufficio di presidenza, a fine dicembre 2015, e sulle quali, successivamente, a più riprese, sono state chieste notizie anche presso l’assessorato agricoltura regionale, passa quindi ai fatti“.

Crediamo opportuno andare avanti per ottenere risposte – sottolinea il direttore provinciale Andrea Renna -. Per questa vicenda avevamo messo a disposizione un perito gratuitamente per tutti gli interessati, seguito le fasi relative alla presentazione delle domande ma ora vogliamo risposte. Mentre altri si cimentano in percorsi legati ad attività sterili e spesso demagogiche noi, pur rispettando tutti, restiamo dell’idea di seguire con coerenza e responsabilità quanto stabilito con i nostri soci. E’ bene ricordare che le richieste di risarcimento trovavano il loro fondamento nella pacifica riconducibilità dei danni denunciati alla responsabilità dell’ente regionale quale titolare e proprietario della fauna selvatica presente nel territorio. Tale responsabilità, come ricordato dall’avvocato Finamore, risulta peraltro direttamente assunta e riconosciuta dalla Regione Toscana, che ha provveduto, per le annualità successive al 2014, a disporre, con propri provvedimenti, un risarcimento per gli allevatori danneggiati dai predatori presenti nella zona ed in particolare dai lupi. Proprio in virtù di tutto quanto i soci della Coldiretti di Grosseto interessati, ebbero a richiedere il risarcimento per i danni subiti negli anni non coperti dalle disposizioni emanate successivamente all’anno 2013, essendo evidente l’identicità delle posizioni e la ratio ispiratrice delle disposizioni emanate a tutela degli allevatori toscani colpiti dalle predazioni“.

La misura è colma e la promesse non ci bastano più – concludono Bruni e Renna –: desolati, ma determinati a far valere i diritti degli imprenditori agricoli”.

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