Economia

Emergenza Coronavirus, Cna: “No a lockdown generalizzato, valutare chiusura a zone”

No a un nuovo lockdown generalizzato, ma attenzione alla salute di tutti e al rispetto delle regole.

La presidenza di Cna Grosseto commenta le notizie delle ultime ore e lancia l’allarme: “Viviamo momenti di preoccupazione per l’andamento dei contagi in Italia, ma invitiamo il Governo alla prudenza: un nuovo blocco totale, di tutte le attività, avrebbe esiti incontrovertibili sull’andamento economico e sociale del nostro Paese – dichiara il presidente Riccardo Breda. In queste ultime ore si sta parlando di un nuovo giro di vite sulle attività di centri estetici, parrucchieri e di altre categorie, ma si tratta di attività che da sempre, anche prima della pandemia, erano nella nostra regione tenute a seguire protocolli igienico-sanitari scrupolosi che sono adesso rafforzati dal rispetto delle norme anticontagio, attuati per tutelare la salute dei clienti e dei lavoratori. E’ ingiusto puntare continuamente il dito nei confronti di imprenditori che stanno portando avanti la propria attività con comportamenti rigorosi, procedure definite e che per farlo si sono accollati anche maggiori costi di gestione, vedendosi riconosciuto soltanto un credito di imposta minimale rispetto a quanto contenuto nelle norme“.

“Con questo – aggiunge il presidente Bredanon vogliamo certo negare la forte preoccupazione per quanto sta accadendo nel nostro Paese, ma siamo sicuri che con maggiori controlli sull’applicazione delle regole si possa continuare a lavorare in sicurezza e a ridurre i fenomeni di abusivismo. Chiediamo che il Governo usi come criterio guida per l’eventuale chiusura la suddivisione per aree geografiche dove il contagio è più alto, al contrario di quanto si ipotizza: ovvero un criterio legato solo alle categorie economiche. Le nostre imprese stanno cercando con fatica di risollevarsi dalla chiusura di marzo, aprile e maggio, ma un nuovo blocco sarebbe insostenibile e porterebbe alla morte certa di tante attività, con impatti devastanti per l’occupazione, visto che la chiusura generalizzata disposta oggi interesserebbe un periodo molto più lungo, che potrebbe arrivare fino alla prossima primavera”.

“La salute viene prima di tutto e la nostra associazione non vuole certo vanificare gli sforzi e il prezzo che abbiamo pagato in termini di vite umane, ma chiediamo al Governo di concertare con le parti economiche e sociali i provvedimenti da prendere, per evitare che la situazione possa aggravarsi ancora di più e che si possano determinare tensioni – termina Breda, visto che tanti settori devono ancora superare gli esiti del lockdown e tanti lavoratori devono ancora riscuotere la cassa integrazione“.

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