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Coltivazione dei boschi, Tattarini: “Stop ad altra burocrazia”

"Sino ad oggi erano già necessarie 3 autorizzazioni (forestale, ambientale, idraulica) e in più quella comunale"

L’Amiata è la mia terra, sono nato sull’Amiata e vivo sull’Amiata, per cui, pur non avendo una laurea in medicina o ingegneria, non posso esimermi dall’esprimere il mio pensiero sull’economia del bosco perché credo di averne titolo e probabilmente anche cognizione visto, peraltro, che per qualche anno ho lavorato nel settore della silvicoltura, ho fatto il ‘boscaiolo’“.

A dichiararlo è Clito Tattarini, candidato al Consiglio della Regione Toscana per Italia Viva.

“I meravigliosi boschi dell’Amiata, è vero, sono di tutti, sono i boschi ‘degli Gnomi e delle Fate’ perché chi vive del lavoro del bosco, li coccola, li ama, li protegge, e sa che, oltre la fatica, sono anche il pane di tutti giorni per la propria famiglia – continua Tattarini -. Chi vive i boschi conosce il ciclo vegetativo di queste essenze arboree, sa quando vanno tagliati e come vanno tagliati, affinché si conservino belli e rigogliosi e possano continuare ad essere, appunto, il pane per la propria famiglia, lo fanno da anni da generazioni, non si può insegnare al pesce come nuotare. Per poter effettuare il taglio dei boschi cedui c’è un’attenta e rigida prescrizione forestale con un servizio di controllo dei Carabinieri Forestali che risulta essere, da sempre, molto efficiente e per nulla intransigente rispetto a comportamenti scorretti“.

“Sino ad oggi erano già necessarie 3 autorizzazioni (forestale, ambientale, idraulica) e in più quella comunale, con tanto di fideiussione, per utilizzare le strade del bosco – spiega il candidato -. È intervenuta una sentenza del Consiglio di Stato che renderà attuativa una norma del 2005 e imporrà un’altra autorizzazione, quella paesaggistica, peraltro molto più complessa e costosa delle precedenti. Una prescrizione inconcepibile ed insostenibile per Italia Viva. Un aggravio burocratico che potrà causare la chiusura delle nostre imprese boschive con il conseguente ed inesorabile abbandono del bosco. I turisti che scelgono come meta l’Amiata vengono per le bellezze che da sempre esprime e che anche l’uomo ha contribuito a mantenere, non per vivere un luogo abbandonato a se stesso. Penso alle molte famiglie che vivono di questo lavoro in provincia di Grosseto e anche altrove in Italia, alle micro imprese e anche ad aziende strutturate che si dovranno sobbarcare enormi adempimenti aggiuntivi, economicamente insostenibili, solamente una inutile burocrazia aggiuntiva, come sempre accade in Italia. Chi lavora nel bosco è il primo a censurare e denunciare comportamenti forestalmente scorretti, o chi non ha rispetto per le strade a servizio dei boschi, cosiddette ‘bianche’“.

“Dal 15 settembre sarebbe consentito iniziare l’attività di silvicoltura relativa al bosco ceduo. Io ed Italia Viva, nelle opportune sedi, ci impegneremo affinché vengano definite norme chiare e snelle, che semplifichino il lavoro di chi da anni rende fruibile a tutti l’immenso patrimonio boschivo dell’Amiata – termina Tattarini, della nostra provincia e della nostra regione“.

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