Pubblicato il: 26 Giugno 2019 alle 16:12

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Depuratore e cattivi odori, Follonica nel cuore: “Una class action contro l’Acquedotto del Fiora”

"Come più volte ribadito dal nostro movimento, AdF ha sempre accampato giustificazioni deboli riguardo al malfunzionamento del depuratore"

Alla luce delle recenti scoperte in merito ai miasmi del famigerato depuratore di Follonica causati, in ultima battuta, dalle modifiche apportate dall’Acquedotto del Fiora, all’insaputa dell’amministrazione, su una sezione compromessa dell’impianto che rischiava addirittura di esplodere, crediamo sia arrivato il momento di agire in maniera più incisiva e organizzata nei confronti del gestore“.

A dichiararlo è Pasquale Prisco, presidente del movimento civico Follonica nel cuore.

“Come più volte ribadito dal nostro movimento, AdF ha sempre accampato giustificazioni deboli riguardo al malfunzionamento del depuratore. Solo dopo l’incontro con il sindaco ha dovuto ammettere tutte le criticità denunciate dai cittadini, finora sempre negate, minimizzate, accantonate – continua Prisco -. Il depuratore è ormai obsoleto, risale agli ’80 e non garantisce più efficienza e sicurezza. I miasmi più recenti sono dovuti solo in parte agli ultimi interventi del gestore, in realtà derivano da un mancato mantenimento del canale di scolo, nonché dall’altrettanto mancato adeguamento alle norme ambientali del sistema di scarico e depurazione delle acque. Il gestore ha perso almeno un anno di tempo, gli anni purtroppo sono molti di più, trincerandosi dietro al silenzio, evitando di affrontare il problema, non assumendosi le responsabilità che gli competono. Tutto ciò ha causato danni alla cittadinanza intera e si sta ripercuotendo, come previsto, sul turismo: chi affitterebbe un appartamento, alloggerebbe in un hotel o in una pensione in una città che lo investe giorno e notte con i suoi miasmi fetidi? E cosa potrebbe dire riguardo a Follonica a parenti e amici al suo ritorno? Potrebbe solo consigliare loro di evitarla come la peste, proprio come pestilenziali sono le sue esalazioni“.

“Ed è appunto per i gravi danni di immagine che Adf ha procurato alla città, per la qualità di vita inaccettabile che ha imposto ai suoi cittadini, che crediamo sia giunto il momento di intraprendere una vera e propria class-action al fine di ottenere risposte certe, interventi risolutivi, risarcimento dei danni ambientali, economici e di salute – continua Prisco -. Chiediamo, quindi, a tutti gli avvocati di Follonica interessati a promuovere e gestire tale procedimento, di contattarci all’indirizzo e-mail [email protected] ed eventualmente anche di unirsi in un vero e proprio team per restituire alla cittadinanza la dignità e i diritti perduti a causa di una gestione incurante e approssimativa. Invitiamo tutti i cittadini che intendono unirsi a noi in questa battaglia, a segnalare sulla nostra pagina Facebook la loro disponibilità e a scrivere alla nostra email [email protected] Contiamo sulla vostra massiccia adesione per ridimensionare lo strapotere del gestore più caro e meno trasparente d’Italia. Un gestore che istituisce un premio a cadenza annuale, AdF Award ‘Best Water 2019’, e lo assegna al suo presidente. L’ennesimo paradosso italiano, l’ennesima arroganza del potere“.

“Per questo vorremmo poter contare sull’appoggio del Comune di Follonica, parte ampiante lesa in questa incresciosa vicenda, e anche su quello di Legambiente, sempre attenta alle questioni ambiental,- che però, in questo caso specifico – termina Prisco, ha preferito non esprimere alcun parere“.

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