Polo chimico, la Cisl: “Base su cui costruire lo sviluppo economico, in programma confronti con il territorio”

Sono molti i lavoratori che hanno partecipato al convegno “Polo chimico: una risorsa da valorizzare“, promosso dalla Cisl di Grosseto e dalla Femca Cisl, la federazione dell’energia, moda e affini, a Follonica.

Abbiamo organizzato questa iniziativa – spiega Fabrizio Milani, segretario generale della Cisl di Grosseto – per dare alcuni importanti spunti di riflessione sul futuro del polo chimico e, più in generale, dell’economia di questo territorio. Siamo convinti, infatti, che il futuro di un Paese e di un’area non possa prescindere dal comparto manifatturiero e che vadano fatte tutte le possibili valutazioni sull’impatto che questo ha sull’ambiente, sull’economia di un territorio, sul benessere e sulla salute dei lavoratori e dei cittadini che vi abitano. Come sempre, la Cisl mette le persone al centro del lavoro sostenibile e quindi l’industria non può prescindere dall’attenzione al territorio e a chi vi vive“.

Un’occasione di confronto, quindi, che avvierà una serie di incontri che nei prossimi mesi la Cisl e la Femca intendono organizzare su questo tema coinvolgendo i territori, le imprese e le amministrazioni pubbliche. “L’incontro di oggi non è stata una passerella per le aziende – continua Milani, ma un modo per parlare del polo chimico a partire dalla conoscenza di quanto avviene nei diversi impianti“.

Troppo spesso questo polo industriale è argomento di discussione solo per gli eventuali rischi piuttosto che per le opportunità – dichiara Gian Luca Fè, segretario della Femca Cisl Siena Grosseto –. Abbiamo voluto dare spunti di riflessione per capire su quali argomenti puntare per lo sviluppo futuro. Abbiamo voluto coinvolgere le aziende legate a processi chimici e quindi la Nuova Solmine del gruppo Solmar, la Venator e la Scarlino Energia perché, anche se con caratteristiche diverse, hanno e posso avere legami e intrecci di attività per dare vita ad un’economia circolare“.

Le tre aziende in questione danno lavoro a quasi 500 dipendenti e a questi si sommano le diverse ditte che vi gravitano intorno con attività di supporto, per un totale di circa 1000 addetti.

Persone che hanno contratti di lavoro di solito di secondo livello, con una media reddituale più alta di molti lavoratori della nostra provincia – aggiunge -. Poiché, come sindacato, crediamo che i vari enti e le autorità di controllo siano competenti e in buona fede non possiamo prestarci a strumentalizzazioni, ma dobbiamo fare valutazioni basate su dati e numeri, consapevoli che il territorio può beneficiare della loro presenza“.

Anche per questo, l’incontro che si è tenuto a Follonica è il primo di una serie di appuntamenti che la Cisl intende promuovere, per allargare il confronto non solo alle aziende e ai lavoratori, ma anche alle pubbliche amministrazioni e ai territori più in generale.

Oltre ai rappresentanti della Cisl e della Femca locali, hanno partecipato al convegno Ottorino Lolini, presidente di Assobase e amministratore delegato della Nuova Solmine, Alessio Cappellini, responsabile del dipartimento Salute e ambiente della Venator, Michele Stretti, direttore dell’impianto di Scarlino Energia, Nora Garofalo, segretario generale nazionale della Femca Cisl, Francesco Pacini, amministratore delegato della Venator, Luigi Mansi, presidente della Nuova Solmine, Antonella Mansi, vicepresidente nazionale di Confindustria, Moreno Periccioli, presidente di Scarlino Energia, e Riccardo Cerza, segretario generale della Cisl Toscana.

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