Pubblicato il: 7 Febbraio 2019 alle 19:35

Cinema

CineVisioni: la recensione de L’esorcismo di Hannah Grace

In programmazione a Grosseto – The Space Cinema

Una giovane ragazza, Hannah Grace, viene esorcizzata alla presenza di suo padre, perché posseduta da spiriti maligni. L’esito dell’esorcismo è tragico: i sacerdoti vengono uccisi e il padre uccide Hannah soffocandola con un cuscino. Tre mesi dopo, Megan Reed, ex poliziotta che ha lasciato il servizio per problemi, prende servizio per il turno di notte all’obitorio di un grande ospedale, il Boston Metro Hospital. Il dottor Lewis che la conduce al posto di lavoro la avvisa che parecchia gente impressionabile ha dovuto lasciarlo perché non lo reggeva, ma Megan assicura che per lei quando uno muore, muore e basta. Perciò lavorare lì per lei non sarà un problema, anche se dovrà restarvi praticamente da sola per tutta la notte.

La prima notte di lavoro, Megan riceve subito un cadavere: svolge il suo lavoro e tutto va bene. La notte successiva, Megan riceve un altro cadavere, quello di una giovane donna. Non si accorge, però, che uno strano tipo che prima le aveva chiesto di entrare si intrufola di nascosto. La ragazza è stata uccisa e mutilata da un ignoto assassino. La sua carta d’identità rivela che si tratta di Hannah Grace. Subito cominciano ad accadere cose strane e Megan si ritrova ad affrontare qualcosa di terribile.

Dietro la macchina da presa per L’esorcismo di Hannah Grace  c’è  Diederik Van Rooijen, regista olandese al primo film di respiro internazionale. Anche gli attori non sono certo di prima fascia: i due protagonisti sono Shay Mitchell, Emily Fields nella serie TV Pretty Little Liars e Grey Damon, il Mirror Master della serie televisiva The Flash.

Non c’è bisogno di essere appassionati di horror per sapere che i cadaveri sono spaventosi. Il corpo senza vita di una persona, in rapido decadimento, suscita negli spettatori un agghiacciante memento sulla fugacità della nostra vita: una delle paure ancestrali più forti. Ecco la ragione per cui L’esorcismo di Hannah Grace, che racconta la storia di una giovane donna che lavora in un obitorio nel quale uno dei cadaveri si rifiuta di starsene fermo non può che essere spaventoso, almeno in linea di principio.

Appunto, in linea di principio. Perché il film è abulico, a partire dalla scena iniziale, vista e rivista, trita e ritrita: la ragazza sul letto, un filo di luce dalle finestre, due preti sopra di lei a borbottare esorcismi. In tutto il film ciò che si sa di lei è un nome, Hannah Grace, e niente più. Ai produttori, evidentemente, non interessa nulla. Il vero esorcismo andrebbe fatto a loro, evidentemente posseduti dalla cliché-mania.

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