CineVisioni: la recensione de La Llorona – Le lacrime del male

In programmazione a Grosseto – The Space Cinema

La Llorona, un’apparizione terrificante, intrappolata tra il Paradiso e l’Inferno, quella di una donna segnata da un terribile destino che si è creata con le sue stesse mani. Il solo sentir menzionare il suo nome ha terrorizzato il mondo per generazioni. La sua colpa è stata quella di aver annegato nel 1673 in Messico i figli in preda ad un raptus di rabbia e gelosia, per poi gettarsi nello stesso fiume, disperata e piangente. Ora le sue lacrime sono eterne e letali, e coloro che sentono di notte il suo richiamo mortale sono condannati. La Llorona si insinua nell’ombra e va a caccia di bambini, nel disperato tentativo di sostituirli ai suoi. Con il passare dei secoli il suo desiderio è diventato sempre più vorace…e i suoi metodi sempre più terrificanti.

Nel 1973, a Los Angeles, l’assistente sociale Anna Tate-Garcia, rimasta vedova del marito poliziotto ucciso in servizio, fatica a conciliare le esigenze di un lavoro impegnativo con quelle di famiglia, che la vedono molto presa a occuparsi dei suoi due figli piccoli Chris e Samantha. Per ragioni di lavoro, Anna è costretta a separare Patricia, una donna ispanica, dai suoi due figli, che per motivi misteriosi la donna teneva segregati in uno stanzino. La situazione è strana e lo diventa sempre più sino a trasformarsi in tragedia. Anna si rende conto con orrore che adesso sono i suoi figli a essere in pericolo, eletti come preda da uno spirito vendicativo, La Llorona.

La Llorona – le lacrime del male rappresenta l’esordio cinematografico di Michael Chaves. Nei ruoli principali troviamo Linda Cardellini, reduce dal successo di Green Book, Raymond Cruz (visto in The Closer, Breaking Bad Better Call Saul), Patricia Velásquez (era in due dei film de La Mummia) e Tony Amendola (oltre che in Stargate-SG1 era nel primo Annabelle).

Amendola riprende il ruolo di padre Perez che aveva rivestito in Annabelle e non è il solo tratto che collega La Llorona – le lacrime del male con la saga di The Conjuring, visto che Chaves sarà il regista proprio di The Conjuring 3, in uscita nel 2020.

La prima domanda, trattandosi di un horror è ovviamente: fa paura? Beh, sicuramente si colloca in tal senso una spanna sopra The Nun e forse del primo Annabelle. Rimanendo nella cerchia dei The Conjuring, però, non raggiunge il livello di Annabelle 2 : Creation né dei primi due The Conjuring. Resta il fatto che qualche buon jump scare è presente qua e là.

Chaves se la cava bene dietro la macchina da presa, ma non è supportato adeguatamente dalla sceneggiatura. Manca un vero sviluppo dei personaggi e molte questioni sono appena accennate, facendo perdere di profondità il film. Ad esempio, sarebbe stato interessante approfondire come La Llorona ha tormentato la famiglia di Patricia prima che lei decidesse di chiudere i figli nello stanzino, o come un demone messicano sia finito a Los Angeles.
Da questi problemi di screenwriting viene anche danneggiata l’altrimenti buona prova degli attori.

Se volete completare la vostra collezione di The Conjuring, La Llorona vi darà ossigeno per quasi 100 minuti. Ma se siete alla ricerca di un horror  che faccia davvero paura, guardate altrove oppure le lacrime saranno le vostre per la delusione.

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