Pubblicato il: 22 Febbraio 2018 alle 20:52

Cinema

CineVisioni: la recensione di Sconnessi

In programmazione a Grosseto – The Space Cinema

Quando gli eccentrici componenti di una famiglia allargata si ritrovano in un isolato chalet di montagna senza connessione internet, gli sfortunati “Sconnessi” dovranno rispolverare rudimenti di comunicazione diretta e tornare a confrontarsi gli uni con gli altri.

L’unico a non risentire dell’assenza di rete è il capostipite Ettore (Fabrizio Bentivoglio), noto scrittore, guru dell’analogico e nemico pubblico di internet, colpevole di aver organizzato la rimpatriata in occasione del suo compleanno. L’intento dell’uomo è quello di far avvicinare i due figli – Claudio (Eugenio Franceschini), giocatore di poker on line, e Giulio (Lorenzo Zurzolo), liceale nerd e introverso – alla seconda moglie Margherita (Carolina Crescentini), incinta al settimo mese.

Inaspettatamente però il gruppo si allarga quando alla gita fuori porta si uniscono anche Achille (Ricky Memphis), fratellastro di Margherita appena cacciato di casa dalla moglie, e Tea (Giulia Elettra Gorietti), giovane fidanzata di Claudio e devota fan di Ettore; e quando ad attenderli in montagna trovano l’affidabilissima tata ucraina Olga (Antonia Liskova) accompagnata dalla figlia Stella (Benedetta Porcaroli), adolescente dipendente dai social network. La lista degli ospiti indesiderati si conclude con Palmiro (Stefano Fresi), il fratello bipolare di Margherita e Achille, fuggito dalla casa di riposo. L’assenza di connessione sorprende l’impotente combriccola, la cui reazione al black out telematico avrà conseguenze catastrofiche e rocambolesche.

Il tema di Sconnessi è: cosa succederebbe se perdessimo tutti la connessione ad Internet? (sorpresa, sorpresa!). Tutto qui. Non erano bastati Perfetti Sconosciuti e (in parte) Beata Ignoranza, sorvolando su Non c’è Campo di Moccia per carità di patria. Si parte male, con una scarsissima originalità già dall’argomento.

Il resto non è migliore: i personaggi sono stereotipati fino all’eccesso, le interpretazioni piatte e banali, la regia di Christian Marazziti è impalpabile, al limite dell’assente.  La sceneggiatura, opera a sei mani (oltre a Marazziti, Michela Andreozzi e Massimiliano Vado) risulta scontata, atona, a tratti imbarazzante.

Il tentativo di analisi sociologica, per quanto prevedibilissima, fallisce ben presto nella ricerca della battuta facile e della situazione macchiettistica. Per non parlare del consueto pippone sulla famiglia borghese e l’assoluzione bonaria della coatta di turno.

Purtroppo il cinema italiano sta conoscendo una enorme sudditanza alla tv, con sbandate verso la comunicazione ipersemplificata dei social. Una china terribile all’inseguimento di un pubblico dalle pretese sempre minori, lisciando il pelo all’ignoranza compiaciuta. Sconnessi ci disconnette da tutto quello che può farci sperare in un buon cinema.

Leggi tutte le recensioni

Tag
Mostra di più

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.

Articoli correlati

Pulsante Torna su