CineVisioni: la recensione di La befana vien di notte

In programmazione a Grosseto – The Space Cinema

Di giorno Paola è un’insegnante molto amata dai suoi alunni. Di notte però si trasforma nella Befana, con tutti gli acciacchi della terza (anzi, cinquecentesima) età e le incombenze di chi è preposto ad accontentare i desideri dei bambini, per di più in competizione con “quel maschilista di Babbo Natale”.

La Befana ha anche un nemico in terra: Mr. Johnny, un fabbricante di giocattoli che vuole sostituirsi a lei nel ruolo di dispensatore di regali il 6 gennaio. Ma quando Mr. Johnny fa rapire Paola, un gruppetto di alunni che ha scoperto la sua identità segreta accorre coraggiosamente in suo soccorso. Riusciranno i sei ragazzini a salvare la maestra, e con lei l’Epifania?

La Befana vien di notte è sceneggiato da Nicola Guaglianone, giunto alla notorietà per il copione di Lo chiamavano Jeeg Robot e per la co-sceneggiatura di L’Ora Legale. Alla regia troviamo invece Michele Soavi, lontano ormai da 10 anni dalle produzioni del grande schermo e ben più attivo in ambito televisivo. Soavi è conosciuto per essere cresciuto alla scuola di Joe D’Amato e per essere stato considerato l’erede di Dario Argento, almeno fino al flop di Dellamorte Dellamore.

La scelta, da parte della produzione, dell’accoppiata Guaglianone-Soavi è un preciso indicatore dell’operazione immaginata: La Befana vien di notte vuole essere una rilettura della figura tradizionale della Befana, vista alla luce della modernità e con caratteristiche differenti rispetto alla solita, bonaria vecchina.
Di qui la scelta di un’interprete come Paola Cortellesi, capace di coniugare una bella presenza con una certa brillantezza e contemporaneamente capace di rassicurare un pubblico costituito principalmente da famiglie.

La famiglia, appunto target ben identificato di La Befana vien di notte, viene solleticata in toto: se il film, infatti, è chiaramente pensato per un pubblico molto giovane, non mancano moltissimi riferimenti agli anni 80, in particolare a due film culto di quel decennio come ET I Goonies.

L’amalgama, però, non arriva. La Befana vien di notte è un film mortalmente noioso. Non solo la trama non appassiona, non riuscendo ad aggiungere un po’ di pepe ad una melassa informe di buoni sentimenti, ma anche la definizione dei personaggi non sembra riuscita, in particolare quella dei bambini, ridotti a semplici quanto scontati stereotipi.

La performance degli attori principali (oltre alla Cortellesi, Stefano Fresi e Fausto Maria Sciarappa) è resa scadente proprio da questi vincoli che li costringono e non consentono alle loro qualità di emergere.

Forse è una fortuna che La Befana venga di notte: il buio nasconde alla vista un prodotto che, onestamente, delude tutte le aspettative, comprese quelle dei bambini, e non tiene testa ad ambizioni evidentemente troppo alte per le forze in campo.

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3 commenti su “CineVisioni: la recensione di La befana vien di notte

  1. Mari

    Concordo su tutto: gli attori sembrano frenati dalla sceneggiatura. Quest’ultima è inconsistente e a tratti ridicola. Il riferimento a film cult americani è imbarazzante e al limite del plagio. I bambini sono tuttavia bravi ma costretti a dire una sequela di sciocchezze e parolacce. Sentire imprecare anche la Befana è poi inaccettabile…

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  2. Simonetta

    È stata una grande delusione! Siamo un gruppo di insegnanti di scuola primaria e abbiamo riso non perchè il film è comico, ma pregustando il momento in cui incontreremo qualche genitore che si lamenta del nostro ruolo… La sala era piena di famiglie e c’era anche un bimbo che non arrivava a due anni! La maestra che dice le parolacce e strattona il bullo, parolacce a fiumi in bocca ai bimbi, una ricerca sul bacio con la lingua da parte di bimbi non più grandi di 10 anni…e tanto di più. Andare a vedere un film con la Cortellesi era per noi una garanzia. Che delusione!

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    • fabio como

      Mi sono trovato in grande imbarazzo con le mie due figlie di 9 e 11 anni a vedere una “pura demenza in pellicola” Minori che secondo me devono essere tutelati in primis, perchè ci sono messi a interpretare e pronunciare parole degne di film per certi adulti (Ci starebbe una denuncia penale)
      Secondo, il messaggio che viene dato e a dir poco porno satanico (parole dette tra minori come insegnare a baciare con la lingua in bocca tra due minori) ma dove siamo?!!!!! Come hanno fatto passare un film per i bambini prima di controllare. VERGOGNA!!!!!

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