Pubblicato il: 28 Febbraio 2019 alle 19:10

Cinema

CineVisioni: la recensione di Un uomo tranquillo

In programmazione a Grosseto – The Space Cinema

Nelson Coxman, detto “Nels”, è l’autista del mezzo spazzaneve della cittadina sciistica di Kehoe nelle Montagne Rocciose: la sua attività unita al suo carattere affabile e tranquillo gli fanno vincere il premio di cittadino dell’anno. Contemporaneamente alla cerimonia di premiazione Kyle Coxman ed il suo collega “Dante” vengono rapiti dal locale aeroporto da “Speedo”, uno spacciatore locale. Dante riesce a fuggire mentre Kyle rimane prigioniero dello spacciatore che lo uccide con una dose letale di eroina.

Distrutto dalla morte del figlio e dal dolore dovuto alla convinzione di non averlo veramente conosciuto, Nels è in procinto di suicidarsi quando Dante gli rivela la verità: Dante aveva rubato un chilogrammo di cocaina e Speedo aveva deciso di uccidere entrambi non sapendo chi dei due fosse il colpevole. Furioso, Nels trova ed uccide Speedo e tramite le informazioni da lui ricavato, altri due uomini della rete di spaccio. La sparizione di tre dei suoi uomini convince il boss Trevor Calcote, detto “Vichingo” che qualcuno li abbia uccisi e si convince che i colpevoli siano i suoi soci nella zona: una rete di spacciatori composta da nativi americani capeggiati da “Toro bianco”.

Un uomo tranquillo è un curioso caso di autoremake, visto che il film cui si ispira è In ordine di sparizione, presentato nel 2014 al 64. Festival di Berlino, anch’esso firmato dal regista norvegese Hans Petter Moland. In questa riproposizione Moland può contare su due protagonisti di prima fascia come Liam Neeson e Laura Dern.

Il film è a suo modo ambizioso, le scenografie sono curate al limite del sontuoso e l’interpretazione, almeno per quel che riguarda i due succitati protagonisti, è di livello più che buono. La sceneggiatura di Frank Baldwin è appena sufficiente ma fa il suo dovere.

Il problema, come spesso accade con i remake, è tutto nel confronto con l’originale. E sempre come spesso accade, qui casca l’asino. In ordine di sparizione, pur non essendo particolarmente originale, era fresco, compatto, efficiente e possedeva una vis ironica che costituiva efficace corollario ad una trama così contorta da risultare anch’essa divertente. Un uomo tranquillo sa di già visto, non affonda il colpo, non giustifica la sua esistenza con nessun elemento di vero valore aggiunto. Tutto ciò è vero sino al punto da non valorizzare neppure Neeson rispetto a Stellan Skarsgård dell’originale.

Talvolta ci sono prodotti che funzionano perché sono il film giusto al momento giusto. E’ il caso di In ordine di sparizione, che vi invitiamo a riscoprire. Sarà sicuramente un paio d’ore ben speso e migliore della visione del remake. Il rischio, infatti, per un uomo tranquillo, è quello di risultare mortalmente noioso.

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