CineVisioni: la recensione di Ti presento Sofia

In programmazione a Grosseto – The Space Cinema

Gabriele, ex rocker, ora negoziante di strumenti musicali, divorziato, è un papà premuroso e concentrato esclusivamente sulla figlia di 10 anni. Quando gli amici gli presentano nuove donne, lui non fa che parlare della figlia, azzerando ogni chance. Un giorno, nella vita di Gabriele ripiomba Mara, un’amica che non vedeva da parecchi anni, che nel frattempo è diventata una dinamica e indipendente fotografa.

Al loro primo appuntamento, proprio sul più bello, Mara rivela a Gabriele che non solo non vuole avere figli, ma detesta i bambini. Travolto dalla passione, Gabriele nega l’esistenza di Sofia. Da quel momento, le giornate di Gabriele sono un susseguirsi di assurde manovre per nascondere la presenza della figlia a Mara e viceversa, al punto da trasformare ogni volta il proprio appartamento in funzione di quale delle due andrà a trovarlo. Ovviamente, le bugie hanno le gambe corte e la messinscena di Gabriele avrà vita breve.

Ti presento Sofia è il remake del film ispano-argentino del 2016 Se permetti non parlarmi di bambini ed è diretto da Guido Chiesa, regista di lungo corso, conosciuto per Il partigiano Johnny Lavorare con lentezza, oltre che per aver diretto la serie tv Quo vadis, baby? Come sceneggiatore, Chiesa ha firmato tra gli altri Fuga di cervelli, Tutto molto bello Belli di papà, di cui è anche regista.

I protagonisti di Ti presento Sofia sono Fabio De Luigi, Micaela Ramazzotti, Andrea Pisani, proveniente dalla scuderia tv di Colorado e una sorprendente Caterina Sbaraglia, che interpreta Sofia, bravissima esordiente.

Se permetti non parlarmi di bambini, il film originale, poneva l’accento sulla commedia, mentre Ti presento Sofia sceglie un mix di comicità e malinconia, puntando su alcune analisi di approfondimento dei protagonisti. Se, in conformità con il modello di riferimento, la pellicola ripropone il tema della donna che perora la causa childfree, al lavoro del 2016 Chiesa aggiunge un padre rocker che rinuncia alla carriera per la figlia ed un difficile rapporto tra quest’ultima e Mara.

Il risultato, però, è discutibile: mentre Se permetti non parlarmi di bambini è un film frizzante e sinceramente divertente, Ti presento Sofia perde ben presto ritmo, a causa delle parti introspettive, senza riuscire ad incidere, poiché gli approfondimenti sono appena accennati, del tutto superficiali. Gli svantaggi, insomma, superano di gran lunga i vantaggi.
La sceneggiatura del film manca spesso di mordente e gli stessi interpreti, con la notevole succitata eccezione della Sbaraglia, appaiono piatti e privi di personalità. E tutto questo nonostante il personaggio di Gabriele sia disegnato su Fabio De Luigi ed alla Ramazzotti sia assegnato un personaggio ad alto tasso di figosità.

Ti presento Sofia è un tentativo generoso di fare un remake che non sia una banale fotocopia. Si scontra però con una realizzazione che sa di approssimativo, quando non di sciatto. E così Ti presento Sofia sembra una di quelle frasi che si dicono alle feste quando, fondamentalmente, non si ha nulla da dire.

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