Pubblicato il: 28 Marzo 2019 alle 19:09

Cinema

CineVisioni: la recensione di Scappo a casa

In programmazione a Grosseto – The Space Cinema

Per Michele (Aldo), quel che conta è apparire: far colpo sulle belle donne (solo per accumulare punti su un’applicazione di incontri), guidare macchine di lusso (non perché ne sia proprietario ma perché lavora come meccanico nella concessionaria che le vende) e curare maniacalmente il proprio aspetto esteriore e la propria energia psicofisica (anche con l’aiuto di un parrucchino e di qualche farmaco stimolatore). È quindi un assiduo frequentatore dei social network, che gli permettono di diffondere l’immagine desiderata ma irreale di sé. La sua vita superficiale lo rende solo, concentrato su se stesso e intollerante verso qualsiasi forma di diversità: è il classico italiano medio schiavo degli status symbol, che disprezza tutto ciò che non appartiene al suo (seppur falsificato) mondo.

Per Michele, se non sei un italianissimo maschio alfa abbronzato, con capelli foltissimi e fisico palestrato, se non frequenti donne bellissime e non hai un Rolex (anche finto) e una macchina di lusso, sei disprezzabile e da allontanare come la peste. Ma il destino ha in mente una vendetta diabolica e spassosissima: quando Michele andrà a Budapest per lavoro (e per rimorchiare su un bolide fiammante), sarà vittima di alcuni incidenti tragicomici da cui scaturiranno incontri bizzarri, avventure impreviste e fughe rocambolesche destinate a stravolgere la sua vita per sempre.

Scappo a casa  è diretto da Enrico Lando, conosciuto come regista de I soliti idioti, sia nello show televisivo che nelle due incarnazioni sul grande schermo. mentre la sceneggiatura è scritta a quattro mani da Aldo Baglio (l’Aldo di Aldo, Giovanni e Giacomo) e Morgan Bertacca, che con il trio comico ha firmato le sceneggiature di Il ricco, il povero e il maggiordomo e Fuga da Reuma Park.

Si tratta del primo film interpretato da Aldo Baglio senza i compagni di viaggio Giovanni Storti e Giacomo Poretti, avendo invece accanto stavolta come coprotagonista Jacky Ido, attore francese, originario del Burkina Faso. Ido è interprete d’esperienza e di valore, avendo interpretato ruoli in numerosi film di successo, tra cui Bastardi senza gloria.

E’ da subito evidente che Scappo a casa si basa in maniera smaccata sul talento istrionico di Aldo Baglio, come detto affiancato da una “spalla” d’eccezione. L’impressione, però, è che qualcosa non funzioni, in modo piuttosto evidente.
In parte la sceneggiatura appare debole, a tratti inconsistente. Del resto Bertacca ha scritto due dei film meno riusciti di Aldo, Giovanni e Giacomo e non riesce neanche stavolta a convincere. Dall’altro lato, la regia di Lando sembra ingessata, incapace di assecondare con convinzione gli interpreti. Solo Baglio riesce, di tanto in tanto, a emergere, ma con grande fatica e con risultati non sempre buoni.

Scappo a casa vuole essere, a suo modo, un film di denuncia delle politiche sull’immigrazione dei paesi europei (Ungheria e Slovenia su tutti, ma non solo) e del razzismo insito in tutti noi. Ci riesce solo in parte, rimanendo soffocato da una storia spesso paradossale e poco credibile. Solo i fan incalliti di Aldo Baglio saranno contenti vedendo questo film, per tutti gli altri sarà un’occasione perduta, buona solo per scappare a casa.

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