Cinema

CineVisioni: la recensione di Ocean’s 8

In programmazione a Grosseto – The Space Cinema

Cinque anni, otto mesi, 12 giorni… Questo è il tempo durante il quale Debbie Ocean (Sandra Bullock) ha progettato il colpo più grande della sua vita. Sa perfettamente che deve mettere su una squadra con le migliori nel loro campo, a cominciare dalla sua storica complice Lou Miller (Cate Blanchett). Insieme si danno da fare per reclutare delle professioniste: l’esperta di gioielli Amita (Kaling); la truffatrice Constance (Awkwafina); la ricettatrice Tammy (Paulson); l’hacker Nine Ball (Rihanna); e la stilista Rose (Bonham Carter).

L’obiettivo sono 150 milioni di dollari in diamanti – diamanti che saranno al collo della famosa attrice Daphne Kluger (Hathaway), al centro della scena dell’evento dell’anno, il Met Gala. Il piano è solido, ma tutto dovrà essere assolutamente perfetto se vorranno uscire con il bottino.

Ocean’s 8  è stato ideato dal produttore Jerry Weintraub, da Steven Soderbergh e  da George Clooney, a seguito dell’annuncio da parte del regista che non ci sarebbe stato un seguito ad Ocean’s Thirteen, sia per l’indisponibilità di Clooney che per la sopraggiunta scomparsa di Bernie Mac.

Forte di un budget di 70 milioni di dollari, Ocean’s 8 vanta un cast stellare: Sandra Bullock, Cate Blanchett, Anne Hathaway, Sarah Paulson, Helena Bonham Carter e Rihanna. Non mancano apparizioni e cameo eccellenti: Dakota Fanning, Carl Reiner e Matt Damon su tutti.
Il ruolo di regista è stato assegnato a Gary Ross, più conosciuto come sceneggiatore che come director, che firma anche la sceneggiatura insieme a Olivia Milch.

Come già accennato, Ocean’s 8 è uno spin-off della fortunata serie che ha avuto inizio con Ocean’s Eleven ed ha dato origine alla “trilogia Ocean’s”. La particolarità è che, stavolta, le protagoniste sono tutte donne.
Il cast al femminile, in effetti, funziona. Sandra Bullock, in particolare, sale in cattedra fungendo da leading actress e svettando su tutte le altre.

Colpisce, in Ocean’s 8, la realizzazione tecnica. La regia è ordinaria ma funzionale, mentre la fotografia ed i costumi, fatta eccezione per un trucco esagerato che svilisce alcune delle attrici, fanno sì che il risultato visuale sia di tutto rispetto.

Il bello del film, però, finisce qui. Ocean’s 8 è senz’anima, piatto, prevedibile ed a tratti semplicemente noioso. L’abbuffata di personaggi impedisce, nonostante i 110 minuti che si sentono tutti, uno sviluppo anche solo sufficiente dei protagonisti, con una sensazione di irrisolto che fa percepire un evidente fastidio allo spettatore. Gli unici, piccoli lampi si hanno in corrispondenza dell’entrata in scena di James Corden, in evidente stato di grazia.

Ocean’s 8 è un banale copia-incolla di una saga che ha già dato tutto ciò che poteva, con l’unica modifica di un cast tutto al femminile (operazione già tentata e fallita con Ghostbusters) ruffianamente in omaggio al dilagante #meToo.
Questa operazione non funziona, perché troppo smaccata, e svela che più che un fatto artistico, si tratta di un atto “politico”.

Ben presto gli sventurati spettatori di Ocean’s 8 si sentiranno ben più rapinati di Daphne Kluger.

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