CineVisioni: la recensione di Noi

Nel 1986, la giovane Adelaide Thomas va in vacanza con i suoi genitori a Santa Cruz. In spiaggia, Adelaide si allontana ed entra in una casa dei divertimenti, dove incontra un doppelgänger di se stessa nella hall degli specchi che l’afferra per la gola. Adelaide si ricongiunge ai suoi genitori, sebbene non sia in grado di parlare; i genitori la portano da un terapeuta a causa del presunto trauma emotivo, che li istruisce ad incoraggiare Adelaide a disegnare, cantare o ballare per esprimere le sue emozioni.

Trent’anni dopo Adelaide ormai adulta si dirige verso la casa sulla spiaggia della sua famiglia a Santa Cruz con il marito Gabe Wilson e i loro figli, Zora e Jason. Adelaide, ricordando l’incidente traumatico della sua giovinezza, sembra preoccupata durante il viaggio; inoltre quando arrivano si accorge che Jeremiah, che faceva da guardiano al Luna Park quella notte, è stato ferito mortalmente. In spiaggia, Jason vede un uomo in tuta rossa in piedi da solo con il sangue che gocciola dalle sue mani ma non dice nulla in famiglia.

Jordan Peele, regista e sceneggiatore di Noi, si era fatto conoscere con Scappa – Get Out, nel quale era, nuovamente, director screenwriter. Per questa seconda opera, Peele si circonda di una triade di attori dal sicuro impatto. In primis Lupita Nyong’o, esplosa con 12 anni schiavo e poi apparsa in Star Wars: Il risveglio della Forza, Star Wars: Gli ultimi Jedi e Black Panther. A fianco a lei troviamo Winston Duke, che dopo essere stato M’Baku in Black Panther è apparso in  Avengers: Infinity War. Completa il trio Elisabeth Moss, la Peggy Olson di Mad Men

La scelta si rivela azzeccata: tutti gli attori principali hanno un doppio ruolo e lo interpretano benissimo, conferendo a Noi un’aura di assoluta credibilità. La sceneggiatura mostra un passo avanti rispetto a Scappa – Get Out e così la regia, che mostra una certa maturazione di Peele. Il ritmo è sempre ottimo e la scelta di una certa brillantezza unita alla vis comica di Duke consentono un sapiente dosaggio e una adeguata preparazione per i jump scare.

Gli ingredienti di Noi sono tutti qui, il resto, dalle scene alla fotografia, sono mero servizio. Ma quando una ricetta funziona, non serve molto di più. Certo, non si può gridare al capolavoro, ma di buon materiale in questo film ve ne è in quantità. Per apprezzarlo, tuttavia, si deve dimenticare qualche buco di trama o qualche scelta quanto meno discutibile dei personaggi.

Noi  non è un film horror, come può sembrare a una prima impressione. Chi si aspetta una pellicola che faccia paura, rimarrà inevitabilmente deluso. E’ piuttosto un thriller, con qualche ingrediente mutuato dall’horror. Diverte, coinvolge, regala qualche brivido qua e là. Per Noi che ci accontentiamo di due ore di intrattenimento, è promosso. Per gli altri potrebbe essere invece una mezza delusione.

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