Pubblicato il: 4 Aprile 2019 alle 19:03

Cinema

CineVisioni: la recensione di Dumbo

In programmazione a Grosseto  – The Space Cinema

Stati Uniti d’America, 1919. Holt Farrier, ex star del circo Medici, ritorna dalla prima guerra mondiale per poter iniziare una nuova vita con i suoi figli Milly e Joe. Purtroppo, quando Holt ritorna a casa, ritrova la sua vita messa a soqquadro, in quanto, avendo perso un braccio nella guerra, non potrà più fare le sue acrobazie da circo con i suoi cavalli. Fortunatamente, Max Medici, il direttore del circo, dà un altro lavoro a Holt: occuparsi del nuovo animale del circo, un elefante indiano.

Pochi giorni dopo, l’elefante dà alla luce un cucciolo, che nasce con delle orecchie troppo grandi. Quella sera stessa, si terrà un esibizione del circo, e per evitare che il cucciolo venga deriso, Medici copre le sue orecchie.Ma  la copertura salta e tutti i presenti lo deridono. La madre, presa dalla rabbia, attacca gli ospiti, che presi dalla paura, scappano e l’elefante distrugge accidentalmente un tronco che teneva su la tenda, e questo provoca la morte di Rufus Sorghum, il frustatore. Per questo motivo, Medici intende ridare indietro l’elefante da chi lo ha comprato, e tenere il cucciolo per sè. Milly e Joe scoprono che Dumbo ha la capacità di volare e decidono di sfruttare il suo talento per aiutare il circo, ora in una situazione grave.

Dumbo è un remake in live action di Dumbo – L’elefante volante, cartone della Disney datato 1941. Proprio la celeberrima casa cinematografica ha affidato la regia per questo lavoro a Tim Burton. Questo film segna il ritorno alla collaborazione tra Michael Keaton e il regista statunitense, che si avvale di altre sue vecchie conoscenze: Danny De Vito, che aveva diretto in Batman – il ritornoMars Attacks! e Big Fish  ed Eva Green, con Burton anche in Dark Shadows e Miss Peregrine – La casa dei ragazzi speciali. Per la prima volta invece il regista lavora con Colin Farrell.

Il cast collaudato garantisce sicurezza a Tim Burton, ma quello che doveva essere un altro punto di forza, ovvero la presenza come sceneggiatore di un professionista di lungo corso quale Ehren Kruger, fallisce e si porta dietro dolorose conseguenze. Il copione, pur ambientato nel 1919, aveva evidentemente bisogno di una rinfrescata, non avvenuta: ad esempio, non sembra credibile che la folla rida di un cucciolo di elefante con le orecchie così grandi da renderlo ancor più adorabile. Così come lascia perplessi l’espressione per nulla attonita dei due bambini davanti al primo volo di Dumbo,

Ciò che invece funziona magnificamente sono le ambientazioni, compreso il bellissimo contrasto tra il fascino decadente della compagnia di Max Medici e lo sfarzo megalomane dello spettacolo di V. A. Vandevere. Un lavoro accurato che aiuta a sentirsi a proprio agio in questo viaggio nel tempo di un secolo esatto. Allo stesso modo, buono il lavoro di computer grafica che anima il protagonista, elefantino dotato di profondi occhi azzurri.

L’impressione è che, mentre gli attori forniscono una prova di grande professionalità, lo sceneggiatore e il regista abbiano fatto un “compitino” con la mano sinistra. Tim Burton, in particolare, sembra più concentrato sul cospicuo assegno staccato dalla Disney che all’effettiva riuscita di Dumbo. La speranza è che si tratti di una stecca e non di un vero e proprio declino per uno dei pochi personaggi dotati di estro e talento rimasti a Hollywood.

Ricordiamoci che Dumbo è un nome che richiama la parola dumb, cioè “stupido”. Se andrete al cinema aspettandovi un buon Tim Burton, sarà esattamente come vi sentirete.

Leggi tutte le recensioni

Tag
Mostra di più

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.

Articoli correlati

Pulsante Torna su