Cinema

CineVisioni: la recensione di Attenti a quelle due

In programmazione a Grosseto – The Space Cinema

Josephine Chesterfield (Anne Hathaway) è un’inglese affascinante e seducente con una casa a Beaumont-sur-Mer e un debole per le truffe ai danni di uomini facoltosi e creduloni provenienti da ogni angolo del mondo. Nel suo ordinato e ricco universo, irrompe Penny Rust (Rebel Wilson), un’australiana tanto pasticciona e disordinata quanto Josephine è calcolatrice e astuta.

Se da un lato Penny accumula contanti raggirando le sue prede nei bar di quartiere, dall’altro Josephine riempie la sua cassaforte di enormi diamanti abbindolando le sue vittime in sfarzosi casinò. Nonostante i loro metodi così diversi, entrambe sono delle abilissime maghe della truffa, fino a decidere di sfidarsi per dimostrare chi è davvero la più brava!

Se avete seguito questa rubrica, o più semplicemente avete una certa esperienza di visioni cinematografiche, sapete bene quanto sia rischioso un remake. Ebbene, Attenti a quelle due è addirittura un re-remake, essendolo di Due figli di… (film del 1988 di Frank Oz con Michael Caine e Steve Martin), che a sua volta era un remake di I due seduttori (del 1964), con Marlon Brando e David Niven. In pratica un triplo salto mortale carpiato. Si aggiunga poi che il regista Chris Addison, comico gallese molto conosciuto, si cimenta per la prima volta con un lungometraggio, avendo come unica significativa esperienza la direzione di alcuni episodi della serie Veep.

Il disperato tentativo di rendere credibile l’operazione Attenti a quelle due consiste in un cambio di genere: dove nei precedenti film i protagonisti erano due truffatori uomini e la vittima designata era donna, in questo lavoro accade esattamente il contrario. Questo è il massimo sforzo che la produzione è riuscita a mettere in campo, lasciando al talento delle attrici principali tutto il resto.

Anne Hathaway e Rebel Wilson, va detto, fanno del loro meglio, con la Hathaway una spanna sopra, visto che la Wilson spesso eccede fino al punto da stancare, ma non riescono nell’intento di risollevare una pellicola che, onestamente, non ha il minimo senso. Gli avvenimenti si succedono con una prevedibilità assoluta e l’ingresso di quella che sarà la vittima designata, rappresentata come un mini-clone di Mark Zuckerberg, non suscita il minimo interesse e anzi annoia. Persino quello che dovrebbe essere il colpo di scena finale risulta tutto meno che inaspettato.

Si ha l’impressione che la produzione abbia preso gli spettatori di questo film per dei completi stupidi, disposti a farsi abbindolare da giochetti di terz’ordine da parte degli sceneggiatori pur di ammirare le due protagoniste all’opera. Risultato per nulla ottenuto: Attenti a quelle due è terribilimente noioso, al punto da sembrare infinito nonostante la durata di 94 minuti. Attenti a quelle due, in fondo, è un giusto monito: fuggite da questo film a gambe levate.

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