CineVisioni: la recensione di Aquaman

In programmazione a Grosseto – The Space Cinema

Nel 1985, ad Amnesty Bay, nel Maine, il guardiano del faro Thomas Curry trova una donna che si fa chiamare Atlanna. Quest’ultima è la regina di Atlantide, ed è sfuggita da essa per evitare che si sposasse con Barox, futuro re di Atlantide. Thomas e Atlanna si sposano e danno alla luce un figlio, Arthur Curry. Un giorno, i tre vengono attaccati dalle guardie di Atlantide, che vogliono portare con sé Atlanna. Dopo uno scontro tra esse, nel quale i tre ne escono vincenti, Atlanna è costretta a scappare, lasciando Arthur nelle mani di Thomas.

Nel presente, approssimativamente un anno dopo la battaglia contro Steppenwolf e il suo esercito, Arthur, divenuto nel frattempo Aquaman, continua la sua vita contro il crimine. Un giorno, Arthur affronta un gruppo di pirati che tentano di dirottare un sottomarino nucleare russo. Dopo aver ingaggiato uno scontro con David Kane, suo padre, Jesse Kane, rimane incastrato sotto un missile e dopo aver chiesto al figlio di andarsene, si suicida con una granata e David allora giura vendetta. La sera, Arthur viene raggiunto da Mera, sua vecchia amica, che gli chiede di venire con lei ad Atlantide. Aquaman, però, considera gli atlantidei responsabili della morte di sua madre, i quali, venuti a sapere della sua esistenza, l’hanno uccisa, e perciò rifiuta. Ma dopo aver messo quasi in pericolo il padre, Aquaman decide di andare con Mera…

La Warner Bros, per questo sesto film del DC Extended Universe ha stanziato un budget di ben 200 milioni di dollari. La scelta per la regia è caduta su James Wan, che ha diretto il primo Saw oltre ad un paio di capitoli di The Conjuring, due Insidious e più di recente il settimo capitolo di Fast and Furious.

Per il ruolo di protagonista, scelta pressoché obbligata, è stato scritturato Jason Momoa, conosciuto per aver interpretato il personaggio di Ronon Dex nella serie Stargate Atlantis, quello di Khal Drogo ne Il Trono di Spade,  quello di Conan il barbaro nel film del 2011 Conan the Barbarian e appunto Aquaman in Justice League e precedentemente in una breve apparizione nel film Batman v Superman: Dawn of Justice. Accanto a lui Amber Heard, che ha già vestito i panni di Mera nel film Justice League,Willem Dafoe e Nicole Kidman, rispettivamente nei ruoli di Nuidis Vulko e della regina Atlanna. Non manca neppure Dolph Lundgren nel ruolo di re Nereus.

Con queste premesse, non stupisce che Aquaman sia un film muscolare. Moltissime le scene d’azione che vedono il protagonista impegnato in combattimenti e l’uso della computer graphics è davvero massiccio. Il tentativo di dare una spruzzata d’ironia è talmente fiacco da risultare quasi controproducente. E’ il visual ad avere predominio completo sulla pellicola.

Il problema è che la recitazione non risulta per nulla all’altezza, con Momoa più impegnato nel mostarsi a torso nudo che a rendere credibile il proprio personaggio, la sceneggiatura è fondamentalmente un cumulo di cliché, al punto che il film diventa prevedibile sino all’irritante, insopportabile se combinato con la durata, in questo caso infinita, di 139 minuti. Si aggiunga una completa riscrittura delle leggi della fisica ed il quadro è completo.

Gran parte di Aquaman si svolge, sorpresa sorpresa, sott’acqua. Ed è proprio lì che vorremmo tanto, dopo aver visto questo lavoro, gettare la pellicola. Per favore, pensate all’ambiente e resistete alla tentazione.

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