Agricoltura

Campi adiacenti ai fiumi esondati, la Cia: “Servono interventi urgenti”

Claudio Capecchi, presidente di Cia Grosseto, lancia un appello alle istituzioni e agli enti locali

Malgrado le tante sollecitazioni fatte in questi anni, ci apprestiamo ad affrontare un nuovo autunno con alcune questioni mai risolte e particolarmente gravose per i nostri imprenditori agricoli“.

Claudio Capecchi, presidente di Cia Grosseto, lancia un appello alle istituzioni e agli enti locali affinchè si intervenga per evitare che anche quest’anno, con l’arrivo delle piogge, i fiumi e i torrenti erodano ettari di terreno coltivabile a danno delle aziende.

“Il 2019 avrebbe dovuto essere una lezione per la collettività, ma così non è stato – sottolinea Capecchi. Oggi, i letti dei fiumi si stanno pericolosamente innalzando e alle prime precipitazioni non saranno in grado di contenere i corsi d’acqua, con il conseguente allargamento del letto del fiume e l’allagamento di campi adiacenti; terreni spesso coltivati che servono a garantire un reddito all’imprenditore e che, in poco tempo, diventeranno una distesa di acqua e detriti non più utilizzabile. Se il legislatore vieta di dragare il letto dei fiumi perché in questo modo si pregiudica l’apporto di materiale inerte verso il mare, che dovrebbe servire ad evitare l’erosione delle coste, lo stesso legislatore deve trovare delle risposte anche per gli imprenditori agricoli che subiscono danni ingenti per la perdita del terreno, che di fatto diventa cassa di espansione”.

Ripristinare i campi per farli divenire nuovamente produttivi – spiega il presidente richiede investimenti, tempi lunghi e a volte non è proprio possibile recuperarli. Le istituzioni e gli enti preposti devono comprendere che i danni da esondazioni sono sempre molto ingenti e che spesso i costi per bonificare le zone sono più alti del valore del terreno. Per questo siamo a chiedere che si intervenga ora prima che arrivi il maltempo. Come Confederazione ricordiamo che questi terreni, che sono privati, non possono essere regalati alla comunità, per questo si deve procedere o con interventi tecnici di manutenzione p, se questo non è possibile, le istituzioni devono pensare ad altre soluzioni come l’esproprio e l’acquisizione degli stessi, magari per trasformarli proprio in cassa di espansione”.

“La difficoltà maggiore per un imprenditore agricolo è quella di avere un reddito, trovarsi con i campi inondati non aiuta; trascurare questo aspetto e considerare questi ettari come un bene al servizio di altre priorità risulta davvero offensivo ed umiliate – termina Capecchi -. Noi siamo pronti a confrontarci per trovare possibili soluzioni, ora attendiamo che gli enti di riferimento ci diano, con urgenza, delle risposte“.

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