Pubblicato il: 4 Luglio 2020 alle 10:22

Costa d'argentoPolitica

“No alla chiusura della strada doganale”: la protesta di opposizione e cittadini

"Una scelta inopportuna, e arrogante nelle modalità in cui è stata fatta"

Proclami, convegni, buoni propositi, e poi? E poi arriva l’estate ed ecco il colpo di scena: il Comune di Capalbio decide di chiudere la strada doganale che dal Frigidaire porta a La Torba, una via vecchia di oltre cento anni che collega Ansedonia alla frazione capalbiese, creando così più di un problema per la circolazione“.

A dichiararlo, in un comunicato, sono Marco Donati e Alessio Teodoli, del gruppo di opposizione Vivere Capalbio, e Valerio Lanzillo e Alberto Pasquarelli, del gruppo di opposizione La nostra Capalbio.

“Una scelta inopportuna, e arrogante nelle modalità in cui è stata fatta, con cui, su decisione del Sindaco Settimio Bianciardi o di qualche suo collaboratore, si è deciso di penalizzare il litorale nord del comune e le cui differenze con le decisamente ben tenute zone di Chiarone e Macchiatonda è evidente – continua la nota -. La sensazione è che in una stagione non facile si faccia di tutto per mettere i bastoni tra le ruote ai frequentatori delle spiagge libere. Da qui la nostra domanda: perché? A chi giova tutto questo? Perché non trovare un accordo con il Comune di Orbetello? Perché se mai ci fossero delle criticità non risolverle anziché chiudere la strada? Domande cui speriamo di avere risposte da un’amministrazione che del turismo ha fatto la sua bandiera elettorale, che ha organizzato convegni passerella con politici di varie provenienze e che va a ragionare con territori non contigui, senza farlo prima con quelli vicini. Attendiamo e se proprio non ci volessero considerare a noi basta che la strada venga riaperta per eliminare un disagio evidente. Sul fatto di sentir dire una cosa e vederla poi trasformata in qualcosa di diverso non ci meravigliamo. La coerenza infatti non è certo la miglior virtù dell’amministrazione Bianciardi. E anche sul turismo non crediamo che si smentirà“.

La protesta dei cittadini

“La storia scritta negli ultimi anni di questo comune racconta dell’insistenza di tre importanti poli turistico – balneari: Chiarone, Macchiatonda e Lido di Torba – si legge in una lettera di cittadini, che si definiscono ‘amanti della comunità di Capalbio, che fanno comunità e sono liberi nel pensiero’ -. Ognuno di questi poli grazie all’intervento pubblico – privato ha adeguato, migliorato l’offerta dei servizi all’accoglienza. Ciò premesso che auspichiamo ben noto all’amministrazione, visto che ha dedicato un programma di due giorni al miglioramento della gestione del territorio impiegando circa 30mila euro di risorse collettive, restiamo abbastanza colpiti dalla chiusura della strada vicinale che corre parallela alla duna tra i comuni di Orbetello e Capalbio. Una strada di servizio ad uso pubblico. Al di là delle ragioni, delle quali sarebbe stato utile un puntuale riscontro del Comune, che hanno spinto l’amministrazione ad assumere un simile provvedimento, non può che rilevarsi l’incoerenza delle azioni strategiche poste in atto che si declamano nei convegni, ma che trovano opposta applicazione nel quotidiano vivere“.

“Ma in verità in questo periodo di legislatura di queste incoerenze e contraddizioni ne abbiamo conosciute molte altre che hanno tutte un minimo comune denominatore: si parla o si è parlato in un modo e si attua o si è attuato in un altro. Questo è uno di quei casi. Chiediamo dunque che venga immediatamente ripristinato il regolare flusso sulla strada vicinale ad uso pubblico e che altre questioni vengano affrontate non con arroganza e autonomia impositiva, ma di concerto in questo caso con l’amministrazione di Orbetello. Se un’area presenta delle problematiche non è con le arbitrarie chiusure che si risolve la circostanza, peraltro limitando altre libertà – termina la lettera -. Non si vuole poi commentare il pietoso stato con il quale le limitazioni da noi avversate sono state poste in essere, degne di un’area cuscinetto, una sorta di misero ghetto ben lontano dagli annunci a mezzo interviste televisive o post del ben pagato ufficio comunicazione. Un’area resa quasi di serie C dall’amministrazione stessa, che invece ne invocava a parole l’eccellenza dei luoghi“.

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