Pubblicato il: 21 Febbraio 2019 alle 19:00

AmiataSalute

Ambulatorio pediatria, la Cgil: “La Asl conferma i suoi passi, situazione inaccettabile”

«Non è più accettabile lo scarto fra le parole e i fatti rispetto al mantenimento dei servizi essenziali nelle zone montane e periferiche della nostra provincia. Quello che rischia di succedere con l’interruzione dell’ambulatorio pediatrico a Semproniano, Castell’Azzara e Roccalbegna per Cgil e Spi Cgil è inaccettabile, sia sul piano politico culturale che su quello pratico».

A prendere posizione sono Claudio Renzetti, segretario della Camera del lavoro, e Olinto Bartalucci, segretario confederale con delega a sanità e welfare.

«Nell’incontro avuto con il direttore del distretto socio-sanitario – aggiungono Renzetti e Bartalucci – ci è stata ribadita la posizione aziendale. E cioè che per i bambini non cambia di fato nulla, poiché le attività ambulatoriali sono per il 90% programmate, e che per le emergenze e le visite ci sono i pediatri di famiglia.

Noi continuiamo a ritenere che ai genitori di neonati, bambini e adolescenti residenti in quelle comunità non si può chiedere di spostarsi a Santa Fiora o Seggiano per una visita pediatrica, allontanando anche di qualche decina di chilometri dalla loro residenza la sede di erogazione del servizio. La Regione e l’Azienda Usl Toscana sud est devono essere coerenti con quello che viene sempre sostenuto in sede di incontri istituzionali e conferenze organizzative, ovverosia il mantenimento della rete dei servizi nelle zone disagiate della provincia. Anche perché questi costituiscono il presupposto per consentire alle persone di poter vivere nelle zone marginali, presidiando i territori e alimentandone le economie.

Il mantenimento dell’ambulatorio pediatrico per una volta alla settimana nei tre paesi, oltre a Santa Fiora e Cinigiano, è pertanto un obiettivo sul quale non è possibile trattare. Che costituisce la base minima indispensabile a partire dalla quale come sindacato riprenderemo il filo della contrattazione sociale per affrontare il tema della vivibilità nelle aree meno densamente popolate della provincia, a partire dall’Amiata e dalle sue pendici.

Per questo – concludono i due rappresentanti sindacali, nei prossimi giorni incontreremo i sindaci dei paesi coinvolti con l’obiettivo di stabilire i successivi passi da fare nei confronti della Regione».

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