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Venator, la Cgil: “Regione crei task force per tutelare lavoratori dell’indotto”

Oggi a Firenze il tavolo di crisi su appalti e indotto

Si è tenuto questo pomeriggio a Firenze il tavolo di crisi chiesto dai sindacati alla Regione per affrontare il tema degli ammortizzatori sociali per i lavoratori delle ditte appaltatrici di Venator e per quelli delle imprese dell’indotto.

All’incontro erano presenti l’assessore regionale alle attività produttive Leonardo Marras, il consigliere del presidente della Regione per il lavoro Valerio Fabiani e il dirigente Michele Beudò per l’ufficio vertenze e crisi aziendali della Regione Toscana. Presenti tutte le sigle sindacali.

La delegazione della Cgil grossetana, guidata dalla segretaria della camera del lavoro Monica Pagni, era composta anche da Fabrizio Dazzi (Filctem) e Riccardo Tosi (Rsu Venator), in rappresentanza delle categorie interessate alla vertenza: Filctem, Fillea e Filcams.

«Oggi – spiega la segretaria della Cgil maremmana, Monica Pagni si è formalmente costituita la task force che dovrà gestire la partita degli ammortizzatori sociali per proteggere i lavoratori delle imprese appaltatrici e dell’indotto. Prevenendo quello che per la scelta di Venator di cambiare interlocutori negli appalti dei servizi di mensa e pulizie garantiti all’interno dello stabilimento produttivo di Scarlino. In molti casi, infatti, a fronte di contratti per sole 10 ore settimanali, i lavoratori chiamati dalle nuove aziende subentrate sono stati costretti a licenziarsi per cercare un’alternativa.

A quello che ci risulta, attualmente, dei 160 addetti delle vecchie imprese appaltatrici e di quelle fornitrici di Venator, sono oltre 60 quelli interessati dalla riduzione degli orari di lavoro, che arriva anche al 50% rispetto al recente passato. Sin da agosto abbiamo chiesto all’azienda di fornirci tutti i numeri delle persone interessate alla ristrutturazione di appalti e forniture, ma a oggi non abbiamo ancora ricevuto alcuna documentazione.

Alla Regione abbiamo chiesto di impegnarsi per individuare le tutele più efficaci per questo tipo di lavoratori che costituiscono l’anello debole della catena, ivi compresi quelli che non hanno per regola contrattuale gli ammortizzatori sociali. Allo stesso tempo,  abbiamo chiesto di premere per ottenere da Venator un impegno serio ad assumersi nei loro confronti la responsabilità sociale che compete a una grande azienda. Che anche dal loro lavoro ottiene benefici diretti.

La vertenza che riguarda Venator ha ampie ripercussioni che vanno oltre i dipendenti della multinazionale e coinvolgono gli addetti di molte aziende, comprese quelle dell’area estrattiva del marmo a Massa e Carrara. Abbiamo sempre avuto la consapevolezza – conclude Pagni – che il momento di difficoltà di Venator avrebbe generato problemi a catena per chi lavora negli appalti e nelle forniture. Per questo ci siamo sin dall’inizio preoccupati di tutelare anche questi lavoratori, che hanno la stessa dignità dei dipendenti diretti della multinazionale inglese».

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