Economia

Nuove assunzioni Asl, la Cgil: “Dipendenti delle cooperative sociali non siano penalizzati”

In questi ultimi giorni la Cgil Funzione pubblica ha ricevuto diverse segnalazioni da parte di ex dipendenti delle cooperative sociali,

In questi ultimi giorni la Cgil Funzione pubblica ha ricevuto diverse segnalazioni da parte di ex dipendenti delle cooperative sociali, preoccupati perché le aziende da cui provengono applicheranno loro le penalizzazioni per non aver comunicato le loro dimissioni con i 30/45 giorni di anticipo previsti dal contratto.

«A questo proposito – sottolinea Salvatore Gallotta, segretario della Funzione pubblica della Cgil – vorrei precisare che l’Azienda Usl Toscana Sudest ha assunto infermieri e Oss attingendo alle graduatorie di concorsi chiusi da pochi mesi, per rispondere all’emergenza sanitaria conseguente all’epidemia di Coronavirus. In forza dei tempi strettissimi dati alle persone in graduatoria per accettare o meno l’incarico con il Servizio sanitario, chi si è licenziato da una coop sociale non ha potuto rispettare i termini contrattuali della comunicazione del licenziamento con almeno 30/45 giorni di anticipo.

Per questo motivo – aggiunge Gallotta, come Cgil Funzione pubblica riteniamo che le cooperative non possano applicare le penalizzazioni del mancato preavviso sulla liquidazione delle ultime spettanze economiche dei lavoratori, come sarebbe legittimo fare in condizioni di normalità.

Ciò detto, a nostro parere, allo stesso modo non è possibile che i bisogni straordinari di personale da parte del Servizio sanitario pubblico siano scaricati sulle spalle della cooperazione sociale. Che a sua volta si trova a perdere personale qualificato in un momento delicatissimo, dovendo comunque garantire l’assistenza in strutture come le Rsa, nell’assistenza domiciliare, o nei servizi sanitari territoriali.

Per questo chiederemo formalmente al prefetto Fabio Marsilio e al presidente della Regione Enrico Rossi di farsi carico di segnalare immediatamente questo problema al Governo, per metterlo in grado sia di emanare atti vincolanti, sia di individuare risorse aggiuntive per il sostegno alla cooperazione sociale. Con lo stanziamento di risorse adeguate anche da parte della Regione Toscana».

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