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Fondazione Grosseto Cultura, il centrosinistra: “Chigiotti non coinvolge la città nei suoi progetti”

Appena qualche giorno fa criticavamo il nuovo corso impresso alla Fondazione Grosseto Cultura dal suo presidente Giuseppe Chigiotti, fresco di designazione da parte del sindaco, stigmatizzandone l’incapacità di cogliere la complessità e la ricchezza culturale del nostro territorio, al contempo censurandone l’eccesso di autoreferenzialità (per non dire autoritarismo) nelle scelte fin qui operate, con buona pace della natura pubblica della Fondazione e del ruolo in essa rivestito tanto dai soci privati quanto dai professionisti che vi operano”.

A dichiararlo sono i consiglieri comunali di centrosinistra: Lorenzo Mascagni (Pd), Manuele Bartalucci (Pd), Ciro Cirillo (Pd), Marco Di Giacopo (Pd), Catuscia Scoccati (Pd), Carlo De Martis (Lista Mascagni Sindaco), Marilena Del Santo (Lista Mascagni Sindaco), Rinaldo Carlicchi (Passione Grosseto)

“Come se ciò non bastasse, apprendiamo ora dalla stampa che il presidente della Fondazione Grosseto Cultura, sua sponte, avrebbe commissionato all’artista Emilio Isgrò il progetto di una scultura monumentale (‘alta almeno otto metri’, si legge sul Corriere), da collocare a ridosso delle Mura medicee in occasione del prossimo anniversario dell’alluvione del 1966 – spiegano i consiglieri -. Di ciò, ovviamente (sic), risulta che nessuno ne fosse stato informato: né il sindaco, né l’assessore alla cultura, né il Consiglio di amministrazione della Fondazione, né il direttore di Clarisse Arte. Nessuno”.

“Tuttavia quel che è più grave, a nostro parere, è che è la città a non essere stata informata, e men che meno coinvolta. Saremmo certo felici di poter ammirare e vantare a Grosseto un’opera di Emilio Isgrò. Prima, tuttavia, occorrerebbe che tutti, a cominciare da colui al quale è stata attribuita, pro tempore, la responsabilità di presiedere la Fondazione culturale della nostra città – aggiungono i consiglieri, comprendessimo che l’arte pubblica è tale non semplicemente quando e perché la si realizza attingendo alle casse di un ente pubblico, aspetto in ogni caso non marginale visto che nel nostro caso si vocifera, in attesa di informazioni ufficiali, di diverse decine di migliaia di euro”.

“L’arte pubblica, straordinario strumento di crescita culturale e coesione sociale, è tale invece quando nasce all’interno e dalle istanze della comunità in cui l’opera andrà a collocarsi e, a suo modo, vivere. D’altronde, proprio in questi giorni si svolge la Città Visibile, splendido ‘prodotto’ della Fondazione Grosseto Cultura, che da nove anni rappresenta un esempio virtuoso di arte pubblica, avendo saputo realizzare progetti legati alla città comprendendone le peculiarità attuali e le prospettive del territorio e dei suoi abitanti – continua il centrosinistra -. Lo stesso direttore di Clarisse Arte, Mauro Papa, e la direttrice dei servizi museali, Mariagrazia Celuzza, nella pubblicazione ‘La Grosseto visibile’ hanno avuto modo di sottolineare chedare strumenti di comprensione ai cittadini, o farli partecipare alla ideazione di nuove opere, dovrebbe essere parte integrante di ogni progetto di arredo urbano. L’arte pubblica non ha difatti valore assoluto ma relazionale, e se non serve a qualificare lo spazio relazionandosi con i cittadini fallisce miseramente’”.

“Confidiamo che il nuovo presidente della Fondazione Grosseto Cultura, dopo questi primi mesi di rodaggio non proprio felici, con un piccolo sforzo di umiltà riesca a comprendere l’importanza, l’utilità ed anche la bellezza di ascoltare le tante voci che animano la nostra città, e di contribuire a farla crescere rendendola non semplice spettatrice, ma parte attiva di un percorso culturale condiviso – sottolineano i consiglieri -. Confidiamo invece assai meno che in ciò vi riescano alcune forze della maggioranza di governo, come la Lega Nord che si è erta a ‘main sponsor’ del nuovo corso della Fondazione, censurando inoltre le istituzioni che in passato non avrebbero supportato i ‘due privati cittadini che volevano portare Grosseto a divenire città capitale della cultura’, e chiedendo infine a noi consiglieri di opposizione ‘di lasciar lavorare quest’amministrazione e la Fondazione Cultura’ e attendere tra cinque anni il giudizio dei cittadini”.

“Val la pena ricordare agli esponenti maremmani della Lega Nord, evidentemente ignari fino all’altro giorno delle dinamiche culturali della nostra città, che il progetto per Grosseto capitale della cultura a suo tempo promosso da ‘due privati cittadini’ non poteva essere sostenuto dalle istituzioni per la semplice ragione che quello stesso progetto ne presupponeva l’estromissione dalla fase progettuale – terminano i consiglieri -. Ma val la pena anche ricordare loro che se le elezioni si vincono con i voti di una parte, la città poi si governa nell’interesse e nel rispetto di tutti, accettando il confronto anche e specialmente con chi ha un’idea diversa dalla tua. Si chiama democrazia o, più semplicemente, responsabilità di governo”.

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