Rimane senza linea telefonica per sette mesi e fa causa alle compagnie: risarcito con ottomila euro

Un utente grossetano, nel 2012, tentava di migrare da un operatore telefonico all’altro, aderendo ad una allettante proposta per la propria utenza domestica ed internet. Purtroppo, cosa ancora non frequente, si trovava vittima di una situazione irrisolvibile per la faragignosità della procedura, l’indolenza delle società telefoniche e l’assenza di una vera e pronta Autorità di garanzia“.

A dichiararlo, in un comunicato, è la Confconsumatori di Grosseto.

“Infatti, la migrazione non riusciva con la conseguenza che il nuovo servizio non veniva attivato e dopo pochi giorni il cittadino restava senza telefono ed internet; iniziavano i reclami tramite la Confconsumatori grossetana e l’indecente scaricabarile tra le due società, tanto che la prima società chiedeva anche il pagamento di bollette successive pur avendo attestato di aver acconsentito alla migrazione regolarmente – continua la nota -. Dopo oltre 210 giorni dall’avvio della procedura di migrazione il cittadino era rimasto senza numero fisso e senza internet e fu così costretto a perdere il proprio numero telefonico storico chiedendo l’allaccio ad altro soggetto. Nel silenzio dell’autorità investita dell’accaduto ed andata al vento, per l’assenza dei due colossi telefonici, anche del tentativo di conciliazione all’utente non restava che agire in giudizio dinanzi al Giudice di Pace di Grosseto”.

“I tempi della giustizia non sono stati brevi, visto che la causa avviata nel 2013 è stata decisa, per la lunga istruttoria conseguente alla condotta processuale volta anche a negare l’evidenza da parte delle due compagnie telefoniche,  prima di Natale con la sentenza 952/2018 da parte del Giudice di pace Valeria Bellisario – spiega Confconsumatori. E’ valsa infatti la pena per il consumatore attendere i tempi della giustizia ordinaria in quanto sono stati riconosciuti i veri e propri danni patrimoniali e non patrimoniali chiesti in atto di citazione per la soppressione della sua utenza telefonica per oltre 7 mesi e la perdita del numero di telefono. Danni che il Giudice ha ritenuto equi e di giustizia nella misura richiesta pari a 4mila euro, oltre a 400 euro per compensare la perdita di tempo, fax, telefonate e reclami inviati costantemente in 7 mesi di calvario. In aggiunta il Giudice ha riconosciuto il diritto al rimborso dei costi vivi della nuova utenza telefonica chiesta ad altro gestore, ha riconosciuto che il gestore telefonico subentrato non poteva emettere fatture dopo aver cessato l’erogazione della linea e condannato tutte e due le compagnie telefoniche in solido tra loro al pagamento delle spese processuali“.

“Un conto complessivo salato per quasi 8mila euro a carico dei gestori, sentenza esemplare che confidiamo possa disincentivare comportamenti omissivi e sconsiderati da parte dei gestori telefonici che non possono accalappiare i clienti con offerte succulenti per poi lasciarli a loro stessi in caso di guai – termina Confconsumatori -. Altra doverosa conclusione che si trova nella vicenda è l’insufficiente efficace delle procedura deflattive delle controversie telefoniche perché in tale sedi, anche davanti ai Corecom, non si parla mai di risarcimento danni veri e propri per gli utenti che, al contrario, hanno pieno diritto“.

Lo sportello grossetano di Confconsumatori, in via della Prefettura 3, riaprirà l’attività il prossimo 7 gennaio (telefono 0564.417849, e-mail [email protected]).

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