Home Castiglione della Pescaia Festa della Toscana, Cesario: “Demagogia inutile per le celebrazioni in Consiglio comunale”

Festa della Toscana, Cesario: “Demagogia inutile per le celebrazioni in Consiglio comunale”

"L'assessore Susanna Lorenzini non ha perso occasione per infilare dentro il suo intervento intriso di retorica stantia (come al solito fuori luogo e fuori tempo massimo) la parola 'fascista'"

di Redazione
0 commento 140 views

Castiglione della Pescaia (Grosseto). “Nel Consiglio comunale che si è tenuto il 30 novembre, in occasione della ricorrenza della Festa della Toscana, l’assessore Susanna Lorenzini non ha perso occasione per infilare dentro il suo intervento intriso di retorica stantia (come al solito fuori luogo e fuori tempo massimo) la parola ‘fascista’”.

A dichiararlo, in un comunicato, è Alfredo Cesario, capogruppo di W Castiglione della Pescaia.

“Un aggettivo del tutto anacronistico rispetto al riferimento storico, inserito forzatamente in una dichiarazione che, perlomeno nelle intenzioni, avrebbe dovuto essere puramente commemorativa – continua la nota -. E omaggiare il ricordo di quella data per cui, come primo governo al mondo, il Granducato di Toscana si liberava una volta per tutte dall’incubo della pena capitale. D’altronde l’occasione, per chi vive di linguaggio politico, era troppo ghiotta per lasciarsela sfuggire. Vuoi mettere la soddisfazione di tirare fuori la parola ‘fascista’ per riferirsi a quanto sia stata lodevole la lotta agli atteggiamenti ‘contrari ai diritti dell’uomo’, e quindi come tali fascisti? Sfugge però alla Lorenzini che in Italia la pena di morte fu abolita dal re Umberto di Savoia subito dopo la caduta del Fascismo, con il d.l.l. n. 224 del 10 agosto 1944. La stessa fu però tenuta in vita solo per punire i reati di matrice fascista e quelli di collaborazionismo con i regimi nazista e fascista. Una pena quindi mantenuta dagli antifascisti. Quelli stessi antifascisti che oggi, fregiandosi di questo titolo, si ritengono detentori e unici depositari di valori fondamentali come la tolleranza e il rispetto della persona”.

“Al giorno d’oggi, poi, la pena di morte eè maggiormente inflitta in Paesi dove vige la legge islamica ed è addirittura ‘segreto di stato’ nei Paesi ex comunisti per eccellenza: Cina, Vietnam, Corea del Nord. In questi applicata spesso per reati politici definiti di matrice fascista. Chi si dichiara orgogliosamente antifascista per ri-marcare un’appartenenza ideologica distintiva di superiorità, forse dovrebbe scendere dal piedistallo, conoscere la storia e ispirarsi nei principi e nei comportamenti a chi antifascista lo era davvero, nei fatti e nel contegno, non certo a parole – termina il comunicato –. Ed evitare di agitar lo spauracchio del pericolo fascista solo per fini strumentali, al fine di imporre con la forza dello stigma sociale il proprio credo ed il proprio pensiero. Parafrasando Flaiano: ‘I fascisti si dividono in due gruppi: i fascisti e gli antifascisti'”.

Print Friendly, PDF & Email

Lascia un commento

* Utilizzando questo form si acconsente al trattamento dati personali secondo norma vigente. Puoi consultare la nostra Privacy Policy a questo indirizzo

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.

Ti potrebbero interessare

Le tue preferenze relative alla privacy
Questo sito utilizza cookie tecnici e di profilazione. Cliccando su accetta si autorizzano tutti i cookie di profilazione. Cliccando su rifiuta o la X si rifiutano tutti i cookie di profilazione. Cliccando su personalizza è possibile selezionare quali cookie di profilazione attivare.
Attenzione: alcune funzionalità di questa pagina potrebbero essere bloccate a seguito delle tue scelte privacy