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Castiglione: il Comune concede il patrocinio al progetto “La casa dei pesci”

di Roberto Lottini
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Una scultura ricavata da un blocco di marmo di nove tonnellate, realizzata dall’artista senese Massimo Lippi, è stata collocata provvisoriamente in una delle aiuole della sede del Comune di Castiglione della Pescaia, lungo la Strada Provinciale n. 3 del Padule. L’anno prossimo, l’opera sarà calata in mare, andando a far parte con le altre del progetto “La Casa dei Pesci”.

Nel 2013, saranno sistemate nelle acque di Castiglione venticinque strutture di ripopolamento, realizzate in marmo di madre cava e composte da 3 a 5 blocchi dalle 3 alle 6 tonnellate ciascuno, disposti a distanza ravvicinata.

“L’importanza della promozione di attività ecosostenibili in tutti i settori e in particolare in quelli del turismo e dell’economia è fondamentale per Castiglione della Pescaia”, afferma il vicesindaco con delega all’Ambiente, Elena Nappi, e spiega inoltre l’impegno che sta prendendo l’Amministrazione comunale nel patrocinare questa iniziativa: “L’arenile marino di fronte la provincia di Grosseto ha peculiarità che lo rendono davvero speciale e il nostro contributo di amministratori pubblici deve essere finalizzato a tutelare la qualità ambientale, paesaggistica e biologica del nostro mare. Quando lavoriamo per proteggere e conservare delle specie e degli habitat marini, evitando gli impatti negativi causati da tutte le attività svolte in mare, avremo dato un buon servizio”.

Il progetto “La Casa dei Pesci” interessa l’area di mare nel sud della Toscana, che comprende anche le coste del Comune di Castiglione della Pescaia. All’interno delle acque che bagnano il paese, esiste un fulcro vitale dell’intero ecosistema con un’elevatissima biodiversità, che rappresenta un ambiente ideale per ogni specie mediterranea pelagica e costiera.

“In passato – conclude il vicesindaco Elena Nappiè stato realizzato un intervento congiunto di Regione Toscana, Arpat e Amministrazione provinciale di Grosseto per attuare la messa in mare di dissuasori della pesca illegale e di barriere di ripopolamento ittico e con il progetto “La Casa dei Pesci” si rafforza la volontà di contrastare l’invadenza della pesca industriale che distrugge gli stock ittici e devasta la flora e la fauna bentonica, desertificando i fondali”.

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