Pubblicato il: 7 Novembre 2019 alle 12:59

AgricolturaAmiata

Caseificio Il Fiorino: “I continui disservizi Telecom ci impediscono di lavorare”

"Da oltre un anno siamo costretti a combattere con continui e ripetuti disservizi di Telecom Italia"

Da oltre un anno siamo costretti a combattere con continui e ripetuti disservizi di Telecom Italia S.p.A, che interessano la linea voce e, soprattutto, la linea dati. Siamo, di fatto, isolati dal mondo e per un’azienda come la nostra, leader nella produzione e nella commercializzazione di pecorino, questo significa tagliarci le gambe e provocare danni gravissimi sia a livello di immagine che a livello economico. Così non si può andare avanti. Se non si trova una soluzione definitiva, purtroppo, saremo costretti a trasferirci togliendo posti di lavoro al nostro territorio“.

Angela Fiorini e Simone Sargentoni, gestori de Il Fiorino, commentano così il continuo ripetersi di problemi legati alla connessione voce e dati che, di fatto, stanno impedendo all’azienda di poter lavorare con continuità ed efficienza.

Fare impresa a Roccalbegna, alle pendici del Monte Amiata, è difficile – spiegano Fiorini e Sargentoni -. Lo splendido territorio in cui viviamo e lavoriamo deve fare i conti con la distanza dai grandi centri della comunicazione e con altri problemi infrastrutturali. Se a questi si aggiungono anche disservizi legati alla rete, andare avanti diventa impossibile. Siamo un’azienda che dà lavoro a 28 persone, esportiamo formaggi in tutto il mondo e riceviamo molti riconoscimenti nazionali e internazionali, come dimostrano, solo per stare alla cronaca degli ultimi giorni, le nove medaglie conquistate all’ultimo World Cheese Awards di Bergamo, rassegna alla quale partecipano produttori di tutto il pianeta. Per ‘tenere il passo’ abbiamo bisogno di essere sempre connessi con l’Italia e con l’estero. La linea dati deve essere veloce e soprattutto deve funzionare correttamente. È indispensabile per un’azienda delle nostre dimensioni”.

Da anni impegnati a trovare una soluzione

Non ci siamo svegliati adesso – continuano Angela e Simone, da tempo abbiamo provato a intraprendere tutte le strade possibili, compresa l’attivazione di altre linee che, tutt’oggi, risultano non funzionanti. I disservizi continuano a ripresentarsi. Ieri, come avviene da tempo, ha funzionato a singhiozzo anche la linea del Pos aziendale. Tanti clienti hanno rinunciato a fare la spesa perché non potevano pagare con la carta di credito o bancomat, dando la colpa del mancato funzionamento all’azienda. Oltre al danno, la beffa. Nella migliore delle ipotesi la linea funziona a intermittenza, mi ci sono anche dei lunghi periodi durante il giorno in cui è totalmente assente. In questi casi la produttività dell’azienda si blocca, non è possibile interagire con i clienti, si rischia di non evadere gli ordini e, di conseguenza, di perdere la clientela, oltre che a subire un gravissimo danno d’immagine“.

Una lunga storia di disservizi

Il guasto più importante si è verificato il 25 ottobre 2018 ed è stato parzialmente risolto solo nell’aprile 2019, dopo essere andati per vie legali. La situazione è insostenibile. Invece di incentivare chi storicamente continua a presidiare territori, a fare impresa in borghi sempre più spopolati, lo si priva di servizi necessari, di fatto costringendo aziende come la nostra a trasferirsi altrove togliendo, di conseguenza, posti di lavoro alla zona montana. Non sono più sufficienti interventi palliativi e superficiali – concludono da Il Fiorino, ma occorre una risoluzione definitiva del problema che altrimenti è destinato a ripresentarsi con cadenza sempre più assidua. Siamo esasperati e ci rivolgeremo alle autorità competenti al fine di risolvere questo gravissimo ed essere messi in condizioni di poter lavorare“.

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