Economia

Caro carburanti, Figisc Confcommercio: “Soluzione del Governo non funziona”

“Le polemiche di questi giorni sui rincari dei prezzi dei carburanti sono surreali e spiace dover prendere atto di decisioni del Governo che non solo non risolvono il problema, ma mortificano ulteriormente una categoria, quella dei gestori di impianti di distribuzione, messa ingiustamente, e per certi versi anche in maniera inaspettata, alla berlina“.

A dichiararlo è Andrea Fabbri, della segreteria territoriale della Figisc Confcommercio Grosseto.

“E’ infatti il Governo che ha deciso di non prorogare gli sconti sulle accise, che quindi dallo scorso primo gennaio si sono riproposte tal quali nel prezzo finale praticato agli automobilisti – sottolinea Fabbri -. Inoltre, i rapporti commerciali che legano il gestore di un impianto di distribuzione alla compagnia petrolifera proprietaria del marchio dovrebbero essere cosa nota: io, compagnia, vendo a te, gestore, con vincolo per te di acquistare carburante esclusivamente da me, ad un prezzo superiore a quello che vendo agli impianti degli operatori indipendenti od alla grande distribuzione commerciale, e tu puoi metterlo in vendita al consumatore finale ad un prezzo che include un margine fisso che ti spetta per la gestione (mediamente tra 3,5 e 3,7 centesimi/litro). E non puoi andare oltre“.

“Già, proprio così: c’è un prezzo massimo invalicabile, pena la risoluzione anticipata del contratto di gestione e il pagamento, da parte del gestore, di indennizzi molto pesanti alla compagnia petrolifera – continua Fabbri. Dove sta la speculazione? Si vuole prendere il cattivo esempio di qualche sporadica mela marcia per trasformarla in una foglia di fico a uso e consumo di qualcuno? Non è forse lo Stato il primo a speculare su un bene di largo ed essenziale consumo come il carburante attraverso l’applicazione delle accise, versione antesignana delle moderne ‘tasse di scopo’?

“Ma quello che meraviglia di più è la pseudo-soluzione che nelle ultime ore sembra essere stata trovata ai rincari di questi giorni. Un mix di trasparenza e pubblicità dei prezzi; l’introduzione dell’ennesimo cartello espositivo con il ‘prezzo medio’ nazionale dei carburanti; l’inasprimento delle sanzioni. Tutto a danno del gestore di impianti, ancora una volta ipotizzato come potenziale criminale. Per Figisc-Confcommercio Grosseto questa non è affatto una soluzione. È solo la classica pezza che va a ingrandire il buco. Un esempio su tutti: il prezzo medio che il Governo vuole venga pubblicizzato ogni giorno non potrà che essere il risultato dei prezzi praticati il giorno prima, festività e patroni compresi – termina Fabbri -. Cosa accade se nel frattempo, come spesso è accaduto da un anno a questa parte, la quotazione dei prodotti raffinati sui mercati internazionali cresce o cala anche di 9 centesimi al litro? Le Compagnie petrolifere faranno finta di niente? O forse si pretende che il gestore di impianto debba metterci i soldi di tasca propria per essere il più aderente possibile al prezzo medio? Non stiamo a ‘Ok! Il prezzo è giusto’; non possiamo affidarci alla ‘ruota della fortuna‘ “.

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