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Amiata2024: i Comuni presentano la candidatura a capitale della cultura

Aggiornamento lunedì 27 dicembre, ore 15.58: in relazione alla delicata evoluzione dell’ondata pandemica ed al recente decreto, è stata apportata una variazione al programma: la presentazione si svolgerà sempre mercoledì 29 dicembre alle 10, ma nella sala consiliare del Comune di Abbadia San Salvatore e sarà aperta alla sola stampa.
Tutti gli altri utenti potranno partecipare a distanza attraverso il link https://global.gotomeeting.com/join/656610037


Mercoledì 29 dicembre, alle 10, al cinema teatro Amiata di Abbadia San Salvatore, i Comuni dell’Unione Amiata Grossetana e i Comuni dell’Unione Amiata Val d’Orcia presentato ai cittadini il dossier di candidatura a capitale italiana della cultura 2024, dal titolo “Amiata2024. Il respiro della cultura, la cultura respira”.

“Una montagna che in tempi difficili ha permesso di lavorare, vivere e respirare, presenta la candidatura a capitale italiana della cultura come progetto di un futuro possibile basato sulle industrie creative, sviluppato in circolo con l’ambiente e con l’economia, condotto con piglio creativo – si legge in una nota congiunta dei Comuni amiatini -. In effetti è proprio una terra così antica, dapprima isola poi vulcano e montagna sacra, che può guardare al futuro con la serenità di chi ha affrontato il tempo attraverso mille sfide. Una candidatura policentrica, composta da 2 Unioni di Comuni per 12 municipalità che, attraverso la cultura, attraverso una volontà di aggregazione fondata sulle radici, ma anche sulla visione e mai di sola natura amministrativa, supera le divisioni in un insieme che è molto più della somma, per massa critica, diversità, evocatività. Consideriamo il progetto un sistema aperto e potenzialmente virale, capace di innescare un meccanismo di fertilizzazione, di ampliamento del programma e di propagazione”.

“Le iniziative che costituiscono l’attuale programma sono l’inizio – prosegue il comunicato -. Come nella progettazione, nel design al tempo delle reti, ogni progetto non è convesso, chiuso in sé, ma concavo, interconnesso e non completamente definito. Gli utenti e gli eventi ne determinano l’evoluzione, mai definitiva e assoluta, ma sempre aperta al cambiamento. Con il dossier Amiata2024 avviamo la definizione di un progetto di strategia culturale che prende a pretesto la candidatura per attivare azioni di prospettiva e politiche sistemiche di orizzonte pluriennale condensate in 5 sfide culturali: paesaggio, cittadinanza, rigenerazione, innovazione e sostenibilità. Il risultato del bando per il conferimento del titolo di capitale della cultura non sarà però pregiudiziale rispetto alla fattiva realizzazione di quello che è, a tutti gli effetti, un piano strategico per la cultura. Proseguiremo comunque perché è l’occasione che si offre al territorio di cambiare marcia, di superare le divisioni attraverso una strategia di medio e lungo periodo, quella durata che tanto manca alle visioni d’oggi. Sarà (è) entusiasmante”.

“Tanti gli elementi del programma che varrebbe la pena citare, dal cantiere dei Rifugi e dei Cammini a quello dell’Accoglienza, dal programma Design che porta la formazione universitaria sul territorio al Made in Amiata che rilancia i prodotti sui mercati, poi i programmi Arte, Visual e Street fino all’arte sacra e all’arte orientale. Si prosegue con le nuove tecnologie di Spirith – Arte aumentata e delle Gallerie d’arte delle Miniere per arrivare al Road Movie Festival, al Festival delle Paure/Cultura orale fino alla Cucina delle Culture e ai Percorsi eroici, per una cittadinanza inclusiva ed un’inversione demografica – termina il comunicato –. Attraverso Abbadia San Salvatore, Arcidosso, Castel del Piano, Castell’Azzara, Castiglione d’Orcia, Piancastagnaio, Radicofani, Roccalbegna, San Quirico d’Orcia, Santa Fiora, Seggiano, Semproniano, un insieme di cantieri creativi destinati alla cittadinanza già residente, al sistema economico che genera benessere e ripopolamento attivo, al turismo che supera la concentrazione stagionale. Quindi parliamone insieme, condividiamo i progetti, cambiamoli pure, poi con i progetti cambiamo le cose. È il respiro della cultura. E qui la cultura respira”.

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