Pubblicato il: 6 Gennaio 2018 alle 15:12

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Caldana, i cittadini lanciano la petizione e scrivono a Mps: “Non chiudete la banca”

I cittadini di Caldana hanno dato il via ad una raccolta firme e invieranno nei prossimi giorni una lettera al Monte dei Paschi di Siena, al presidente della Regione, Enrico Rossi, e al sindaco di Gavorrano, Elisabetta Iacomelli, per protestare contro la chiusura dello sportello bancario nel paese.

La lettera

Ecco il testo integrale della lettera:

“I cittadini di Caldana e i clienti vogliono esternare con questa raccolta firme la loro rabbia e opposizione contro la chiusura della filiale del Monte dei Paschi di Siena di Caldana, comunicata con doloso ritardo, per chiedere ai vertici dell’istituto di credito di ripensarci e salvare la nostra filiale.

Chiediamo che tutte le forze politiche si facciano portavoce di questa situazione e che facciano tutto ciò che è in loro potere per evitare la chiusura della filiale, considerando che, in caso di chiusura, i cittadini di Caldana, le attività commerciali, i turisti e tutti coloro che usufruiscono dei servizi della filiale, sarebbero costretti per qualsiasi esigenza, anche banale (prelievo bancomat, versamenti di contante), a percorrere chilometri di strada per eseguire le loro operazioni senza alcun servizio pubblico di collegamento. Con lo spostamento annunciato a Bagno di Gavorrano si creerebbe una grande difficoltà per le attività commerciali e le persone anziane, fascia debole, che si sposta con difficoltà.

Il disagio si estenderebbe inevitabilmente a tutta la zona sud del Comune di Gavorrano che comprende, oltre le campagne, altri paesi come Giuncarico, Ravi, Grilli e anche Vetulonia. Per un paese attivo nelle sue molte attività culturali e sociali, con l’ambizione di recuperare quote di turismo, attraverso sforzi anche importanti come quelli messi in campo dalle associazioni culturali, dai privati cittadini e da tutte le attività produttive, nonché dall’amministrazione comunale, sarebbe un colpo durissimo.

In sostanza, facciamo un appello in prima analisi all’istituto bancario, che riveda la decisione presa, ed in seconda analisi a tutte le varie istituzioni affinché con norme appropriate si adoperino per evitare una scelta che determinerebbe l’impoverimento del paese e del territorio.

Riteniamo che, essendo rimasta l’unica filiale con orari e servizi utili al cittadino, ci sarebbero anche margini di lavoro e questa decisione la troviamo incomprensibile.

La filiale è una sede di proprietà ed è sotto gli occhi di tutti che è una filiale che lavora; riteniamo doveroso un rispetto diverso e una attenzione verso clienti storici e non, che sempre hanno ben risposto alle proposte di questo istituto e oggi verrebbero ripagati con una totale mancanza di rispetto e una celerissima e improvvisa chiusura che impedisce a tutti di fare le dovute valutazioni“.

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