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Ucraina: un bus del Dsu Toscana per portare aiuti e accogliere profughi

Medicinali da banco, latte in polvere ed altri alimenti specifici per neonati/bambini in tenera età da consegnare al popolo ucraino e profughi in fuga dalla guerra da portare in Toscana al rientro.

E’ il compito dei dipendenti e volontari che accompagneranno il viaggio verso la Polonia organizzato dall’Azienda regionale per il diritto allo studio universitario che ha prenotato un autobus per compiere questa missione di solidarietà, sostenendo, in accordo con l’assessorato regionale, una parte delle spese di noleggio del mezzo della ditta Luberti Bus di Ascoli Piceno, già specializzata in trasferte di questo tipo. Per rendere concreta la missione si sono attivate altre associazioni importanti del territorio, come il Sindacato agenti di assicurazione, sezione provinciale di Firenze, che ha voluto contribuire anche economicamente a questa opera umanitaria di rilievo.

L’autobus partirà da Firenze alle 18 di domenica 29 maggio dalla sede del Dsu Toscana, in viale Gramsci 36, con gli aiuti e i medicinali raccolti grazie alla donazione di dipendenti dell’Azienda Dsu e di studenti che hanno dato vita ad una campagna interna di sostegno alla popolazione ucraina. Il convoglio arriverà il giorno successivo a Varsavia per raggiungere il centro di prima accoglienza del popolo ucraino in fuga dal conflitto bellico.

I componenti della spedizione, due dipendenti dell’Azienda e lo studente ucraino Sergej Milinkovic che farà da mediatore linguistico, saranno accolti in Polonia dall’associazione “Ucraina Più – Milano Aps”, che presso l’hub di smistamento del locale Global Expo offrirà supporto per l’individuazione degli ucraini, fra cui studenti universitari, che verranno condotti e accolti in Toscana al termine del viaggio di ritorno che si concluderà di nuovo a Firenze la mattina del primo giugno.

Nel capoluogo i profughi saranno presi in carico dal personale della questura di Firenze per lo svolgimento delle necessarie pratiche di accoglienza e dalla protezione civile per le verifiche sanitarie Covid, per poi essere ospitati, oltre che presso le residenze Universitarie distribuite sui tre territori regionali di Ateneo, anche in altri centri di accoglienza.

“Il Dsu non poteva rimanere indifferente di fronte al dramma della guerra ed alle richieste di asilo che provengono dalla popolazione martoriata dal conflitto – afferma il presidente dell’Azienda per il diritto allo studio universitario Marco Del Medico -. Come Ente ci eravamo già attivati per attuare le indicazioni del presidente della Regione Eugenio Giani e dell’assessore Alessandra Nardini dichiarandoci disponibili a fornire sostegno e accoglienza concreta agli universitari di origini ucraine che si trovano a studiare nella nostra regione e a quelli che possono arrivare in Toscana dall’Ucraina attraverso i corridoi umanitari. In coordinamento con l’assessorato regionale siamo pronti ad inserire nelle nostre residenze universitarie questi giovani, offrendo loro i servizi correlati e tutta l’assistenza possibile. La nostra determinazione ci ha spinti a fare un ulteriore passo che agevolasse questi arrivi, organizzando e finanziando un autobus anche con il contributo Sindacato agenti di assicurazione, sezione provinciale di Firenze, che si recasse nel centro accoglienza più vicino al confine ucraino per consegnare materiali sanitari raccolti fra i dipendenti dell’azienda e studenti e portare in Toscana i profughi che vorranno raggiungere l’Italia”.

“Ringrazio l’Azienda regionale per il diritto allo studio universitario per questo impegno, che dimostra ancora una volta – commenta l’assessore all’Università e ricerca Alessandra Nardini – la grande sensibilità e capacità di accoglienza del nostro sistema regionale del diritto allo studio e conferma i tratti distintivi della Toscana come terra accogliente e solidale, dove ci si impegna affinché nessuno sia mai lasciato solo o indietro. Sin dall’inizio di questo drammatico conflitto alle porte dell’Europa le istituzioni universitarie toscane si sono attivate per sostenere e accogliere studentesse e studenti e, come Regione, abbiamo fatto la nostra parte, insieme all’Azienda regionale per il diritto allo studio universitario, per garantire loro posti letto e mensa gratuita. Ora si aggiunge, grazie all’Azienda Dsu, un’ulteriore iniziativa di aiuto concreto che va di pari passo alle nostre richieste di un’ancora più forte azione diplomatica affinché tacciano le armi e si ridia voce alla pace”.

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