Pubblicato il: 4 Ottobre 2017 alle 12:56

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Matrimoni e unioni civili: si potrà dire “Sì” anche sulla spiaggia e nelle strutture ricettive. Ecco il bando

Gli stabilimenti balneari e le strutture ricettive di pregio del territorio saranno presto uno dei palcoscenici ufficiali per celebrare le nozze e le unioni civili. Il Comune ha appena varato il bando cui i privati potranno partecipare per richiedere la possibilità di ospitare i riti nelle proprie strutture.

Chi si sposerà a Grosseto finora poteva decidere se dire sì nella sala del Consiglio comunale, nella saletta del Cassero senese, al Museo archeologico e d’arte della Maremma, nell’ufficio di Stato civile, su zone determinate dell’arenile di Principina o in quello Marina.

Al termine della procedura di selezione delle imprese ritenute idonee – che inizierà dopo la scadenza del termine per presentare domanda fissato al 30 novembre prossimo – l’offerta potrà crescere notevolmente e vantare location tali da soddisfare i desideri di tanti futuri sposi: strutture turistico-ricettive, arenili dati in concessione agli stabilimenti balneari, che si trovino all’interno del territorio comunale e risultino di particolare pregio storico, architettonico, o siano collocati in aree di pregio ambientale e paesaggistico.

“Considerati anche i nuovi gusti e le nuove tendenze che si registrano per la celebrazione dei matrimoni abbiamo pensato di allargare la nostra offerta – spiega il vicesindaco e assessore al turismo, Luca Agresti –; del resto un territorio come il nostro regala palcoscenici paesaggistici e culturali suggestivi, che siamo certi potrebbero rappresentare anche un valido richiamo per futuri sposi provenienti da diverse parti d’Italia e non solo. Cosa questa che potrebbe dare il via a nuove forme di promozione turistica a tutto vantaggio del territorio e dell’economia turistica locale“.

E proprio in questa ottica è già all’esame degli uffici la possibilità di inserire tra i luoghi considerati come “casa comunale” anche le Mura medicee ed il Parco archeologico di Roselle.

“La normativa nazionale permette di estendere il concetto di Casa comunale anche ad altri luoghi pubblici e abbiamo pensato di cogliere al volo questa opportunità anche per venire incontro alle richieste sempre più frequenti di quanti, tra giovani e meno giovani, scelgono di sposarsi in Comune – spiega l’assessore ai servizi demografici, Giacomo Cerboni -. In questa fase, oltre a studiare altre possibili location pubbliche, con questo bando invitiamo anche i privati a fare proposte di luoghi da individuare per la celebrazione dei matrimoni civili”.

Le domande di partecipazione dovranno essere redatte secondo un modello scaricabile dal sito internet dell’Ente, contenente la dichiarazione del possesso dei requisiti morali del soggetto richiedente e dei requisiti inerenti l’immobile dove si trovano i locali e le aree messi a disposizione.

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