Economia

Confesercenti si riunisce in assemblea: “Contesto negativo in Maremma, manca capitale umano”

«Veniamo da due anni di pandemia, a cui si è aggiunta la guerra in Ucraina e la conseguente crisi energetica con la relativa inflazione e l’aumento dei tassi di interesse»: il presidente provinciale Giovanni Caso ha aperto ieri i lavori dell’assemblea provinciale di Confesercenti, a cui ha partecipato la presidente nazionale Patrizia De Luise, proprio facendo un quadro della situazione economica e sociale della Maremma.

Questo è un territorio in cui la densità abitativa è un terzo di quella regionale. «E ciò mette in evidenza un tessuto urbano rarefatto, soprattutto in relazione alle aree interne – ha spiegato Caso -. Rarefazione che si riflette ovviamente anche sul fattore prossimità, non solo relativamente alle possibilità di accesso ai servizi, ma anche in termini di tessuto e reti sociali primarie di protezione delle comunità, fra i quali il piccolo dettaglio in sede fissa ed ambulante, che svolgono in tal senso un ruolo cruciale».

Il reddito medio Irpef è di circa 19.200 euro per contribuente, un valore significativamente inferiore rispetto al reddito medio regionale. L’articolazione territoriale con il reddito più elevato è la grossetana (con circa 19.800 euro), seguita da Colline Metallifere (circa 18.600 euro) e Amiata (circa 17.000 euro, tra i valori più bassi in Toscana).

Nel nostro territorio ci sono ad oggi 246 anziani ogni 100 giovani dagli 0 ai 14 anni, ossia circa 2,5 anziani per ogni giovane, ed il dato è superiore a quello medio regionale (215 per 100). Dal 2011 l’indice ha ripreso a crescere; effetti entrambi riconducibili anche all’andamento dei flussi migratori che negli ultimi anni hanno subito un rallentamento. Questo comporta una scarsità di capitale umano in età produttiva, che colpisce ogni settore, compreso il settore terziario, principalmente commercio e turismo. «È altrettanto chiaro che senza capitale umano un territorio non può crescere», ha proseguito Caso.

«La provincia di Grosseto, per quanto concerne il turismo, non ha ancora espresso il massimo delle proprie potenzialità, seppur registrando confortanti risultati sulle presenze turistiche nella scorsa stagione estiva, con un avvicinarsi nel 2022 dei livelli registrati nel 2019 – ha spiegato Caso -. Rimane tra l’altro la cenerentola del centro nord Italia per quanto riguarda le infrastrutture».

«Anche il commercio stabile ha subito una pesante battuta d’arresto in un contesto territoriale in cui la spinta turistica del territorio e la liberalizzazione nel settore hanno prodotto localmente negli ultimi anni un forte squilibrio fra negozi di vicinato e medie/grande distribuzione. Il contesto non è chiaramente positivo, ma rimane costante la nostra determinazione come associazione di categoria, di continuare ad operare a favore delle imprese», ha concluso Caso.

«Le imprese da noi rappresentate, del turismo, del commercio e dei servizi di vicinato, formano una rete che non solo ha un considerevole valore economico e occupazionale, ma che contribuisce alla qualità della vita sul territorio e nelle città – ha affermato Patrizia De Luise, presidente nazionale di Confesercenti -. Un ruolo di presidio sociale, ma anche culturale, come dimostra ad esempio l’iniziativa Girogustando, di cui Confesercenti Grosseto è uno degli attori territoriali principali. Un’iniziativa di successo che coniuga la promozione economica con la valorizzazione delle tradizioni e del know how del territorio. Negli ultimi anni le imprese di prossimità hanno vissuto una fase difficile, resa ancora più complessa, nella provincia di Grosseto, dall’ombra dell’allarme sulla desertificazione demografica, di cui ha parlato nella sua relazione il presidente Giovanni Caso».

«Ma è proprio in questo momento difficile che è emersa la notevole capacità di resilienza e di inventiva delle imprese. Ora sta a noi rilanciare questo tessuto economico di primaria importanza. Il motivo dei miei viaggi nei territori, interrottosi solo durante la pandemia, è proprio quello di incontrare le amministrazioni locali, perché ci vuole un’alleanza tra imprese e istituzioni per ridisegnare non solo l’economia, ma anche la nostra vita di cittadini all’interno delle città», ha concluso De Luise.

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