Pubblicato il: 31 Ottobre 2019 alle 14:25

Agricoltura

Crisi del latte ovino, i pastori si mobilitano: assemblea regionale a Grosseto

Il mondo della pastorizia si mobilita per evitare un nuovo tracollo

Dopo la profonda crisi del 2018 che ha colpito il settore e portato alla chiusura molti allevamenti ed aziende agricole, dopo i segnali negativi di queste settimane alla partenza della nuova campagna del latte ovino in Toscana, il mondo della pastorizia si mobilita per evitare un nuovo tracollo.

Per il rilancio del settore ovicaprino in Toscana si terrà giovedì 7 novembre a Grosseto, all’Hotel Granduca, in via Senese 170, l’assemblea regionale dei pastori, organizzata dalla Cia – Agricoltori italiani Toscana e dalla Cia Grosseto.

«Si prospetta un’altra campagna del latte ovino difficile in Toscana – commenta il presidente della Cia Toscana, Luca Brunelli, dopo i gravi problemi dello scorso anno con un prezzo del latte sottopagato e con allevamenti costretti a chiudere. Siamo molto preoccupati perché già ci sono segnali di un prezzo del latte ovino che non permette la sopravvivenza delle nostre imprese e piccoli allevamenti. Auspichiamo responsabilità da parte delle industrie di trasformazione e controlli da parte della Regione. Molte aziende hanno già chiuso i battenti, non possiamo permetterci altri errori. Il settore è già stremato da anni di crisi, non facciamolo morire definitivamente».

«Non dobbiamo dimenticare – aggiunge il direttore della Cia Toscana, Giordano Pascucci i continui attacchi agli allevamenti da parte di ungulati e predatori che vanno ad indebolire il settore ovino toscano. Partiamo da Grosseto, con gli incontri con gli allevatori e con le istituzioni perché la situazione è preoccupante e non possiamo permetterci di arrivare ad un punto di non ritorno»

Il programma

Alle 10 apertura dei lavori a cura del presidente della Cia Toscana, Luca Brunelli, ed introduzione del presidente della Cia di Grosseto, Claudio Capecchi; quindi si terrà la discussione, l’intervento dell’assessore regionale Marco Remaschi e le conclusioni del vicepresidente della Cia nazionale, Mauro Di Zio.

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