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Autolinee Toscane, Asea: “Tutelare le aziende nel servizio di trasporto pubblico”

“Sono numerosi i trattati dell’Unione Europea in cui si studia e si cerca di indirizzare il rapporto tra aree rurali e aree densamente popolate, in ognuno di essi si ribadisce l’importanza, per una equilibrata crescita sociale, dello scambio, a pari dignità, fra queste due classi territoriali. In quest’ottica la Regione Toscana pare anche visivamente (fonte Unione Europea) divisa fra un’area settentrionale fortemente popolata e i territori a sud riconducibili alle aree definite rurali”.

A dichiararlo, in un comunicato, è Asea, Associazione per lo sviluppo economico dell’Amiata.

“Dal 1986 l’obiettivo della politica di coesione è rafforzare la coesione economica e sociale. Il trattato di Lisbona e la nuova strategia ad alto livello dell’Unione Europea (Europe 2020) introducono una terza dimensione: la coesione territoriale – continua la nota -. Il nodo sta dunque nel riuscire a comprendere se nella mente dei nostri amministratori questo rapporto sia considerato centrale oppure no, se alla base dello sviluppo economico, culturale e sociale della nostra regione, essi pongono la coesione territoriale, o immaginano forme di sviluppo distinte, o peggio ancora la possibilità di non immaginare per le aree rurali alcuna forma di sviluppo. Il tema si declina a tutti i livelli della vita pratica: nel concreto Asea ha chiesto un confronto alla giunta dell’Unione dei Comuni Amiata grossetana, negli ultimi giorni dell’anno, sul tema del trasporto pubblico locale a seguito della sentenza definitiva che affida, al nuovo gestore Autolinee Toscane, controllata Ratp, con un unico lotto, tutta la mobilità pubblica della Toscana“.

“La Giunta ha risposto celermente e il 28 dicembre scorso si è tenuto un incontro del quale ringraziamo i nostri amministratori; tuttavia, sono molte le perplessità che Asea muove alla scelta della passata Giunta regionale. Ci domandiamo, ad esempio, che futuro si sia immaginato per le aziende territoriali alle quali erano state affidate tranche dei servizi locali e che adesso si ritrovano senza bus e senza dipendenti, svuotate di professionalità e con il concreto rischio di dover chiudere i battenti – continua Asea -. Ci domandiamo come si sia ipotizzato di riconfigurare i servizi nei territori definiti deboli, in cui spesso la popolazione è anziana o si concretizza in valori numerici quasi insignificanti, ma tuttavia, o proprio per questo ha bisogno di cure e attenzioni dedicate. Insomma, non si amministra un territorio montano con gli strumenti con cui si gestisce un’area metropolitana. Il trasporto pubblico non fa eccezione”.

“Gli amministratori hanno condiviso con noi la necessità di avviare un confronto serrato con la Regione, per comprendere quali siano gli scenari che a breve e in un futuro più a lungo termine ci aspettano, la riunione si è conclusa con l’impegno del presidente dell’Unione dei Comuni ad organizzare nel breve periodo l’incontro con la Regione – termina la nota -. Attendiamo quindi una chiamata a breve con la speranza di avviare una stagione di confronto e concertazione che restituisca la giusta dignità ai territori montani e rurali“.

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