Economia

Ance e sindacati contro il sorteggio per le gare d’appalto: “Occupazione a rischio”

Ance e sindacati si alleano e lanciano un grido di allarme contro la scelta, da parte dei Comuni maremmani e dell’amministrazione provinciale, dei metodi per le gare d’appalto di opere pubbliche.

Numerose imprese edili del territorio, infatti, già da tempo hanno iniziato una protesta a causa delle problematiche emerse per l’uso di uno specifico metodo di selezione delle ditte partecipanti a gare con il sistema dell’offerta negoziata, utilizzato da importanti istituzioni, tra cui vari Comuni maremmani e la Provincia di Grosseto.

E’ sempre più diffuso il medito di indire, con il Sistema telematico acquisti Regione Toscana (Start, ndr), le cosiddette procedure negoziate per importi di lavori sotto soglie anche relativamente modeste, con modalità di selezione dei concorrenti a seguito di manifestazione d’interesse ed il successivo sorteggio di almeno dieci imprese edili tra quelle che abbiano risposto alla stessa manifestazione – spiega il presidente di Ance Grosseto, Andrea Brizzi -. Di fatto, la manifestazione d’interesse riguarda tutto il territorio nazionale e le domande di partecipazione delle imprese spesso superano il centinaio”.

Questo metodo, pur legittimo ma non l’unico per l’espletamento di gare a procedura negoziata – continua Brizzi -, sta penalizzando e creando difficoltà sempre maggiori alle imprese locali che dovrebbero, nello spirito della norma, essere invece messe nella condizione di competere più efficacemente. Bisogna sottolineare che le gare con procedure negoziate sono orientate verso le piccole e medie imprese, che per le loro caratteristiche sono meno inclini all’apertura di cantieri fuori del territorio locale e le imprese edili della provincia di Grosseto hanno esclusivamente questa caratteristica dimensionale”.

La metodica del sorteggio – conclude Brizzista comportando una bassissima percentuale di probabilità d’estrazione a favore delle imprese del territorio che, per esperienza, qualificazione e conseguente capacità realizzativa, non possono neppure competere all’aggiudicazione degli appalti, di norma al massimo ribasso. Questa situazione sta causando forte incertezza per le programmazioni aziendali e un indebolimento del tessuto imprenditoriale nel comparto dell’edilizia locale, con un conseguente  peggioramento occupazionale, già fortemente penalizzato dall’attuale crisi economica”.

Già dallo scorso giugno – sottolinea Mauro Carri, direttore di Ance Grosseto –, tutti i sindaci e l’amministrazione provinciale, oltre ad alcuni dirigenti responsabili dei procedimenti di gara, furono invitati a non adottare in modo sistematico la procedura per estrazione, nel rispetto dei principi di non discriminazione, parità di trattamento, proporzionalità di applicazione delle norme e trasparenza. I responsabili degli enti appaltanti furono sollecitati soprattutto per il principio della proporzionalità che, nella Pubblica Amministrazione, richiede la garanzia dell’equilibrio tra obiettivi perseguiti e mezzi utilizzati, assicurando il minor sacrificio possibile agli interessi privati, nel caso delle imprese locali, in contrasto con quello pubblico”.

Proprio per limitare un eccessivo ricorso al sistema del sorteggio – conclude Carri, il principio della proporzionalità dovrebbe imporre alle stesse amministrazioni di ricercare forme di selezione dei partecipanti alle gare meno aleatorie e meno penalizzanti”.

La selezione di almeno 10 imprese ammissibili a gara – aggiunge Rossano Massai, vicepresidente di Ance Grosseto – dovrebbe basarsi anche su un’effettiva conoscenza del mercato di riferimento. Selezione che richiede indagini preliminari di mercato, in particolare quello locale, ai fini dell’affidamento con procedura negoziata, ma non esistendo una definizione normativa di ‘indagine di mercato’, si presuppone una capacità decisionale e una volontà d’autonomia delle amministrazioni, nonché una corrispondente conoscenza tecnica e giuridica degli stessi uffici”.

Le sollecitazioni e le richieste rivolte agli Enti locali ed alle dirigenze tecniche sono state nella maggior parte dei casi inascoltate, dimostrando insensibilità amministrativa e politica verso gli imprenditori del settore e le loro maestranze – conclude Massai -. Questo ha comportato azioni di protesta che, in alcuni comuni, sono state palesemente manifestate dagli stessi imprenditori locali, a causa della mancanza di opportunità di lavoro promossa dagli stessi Enti”.

I commenti dei sindacati

Il perdurare di questa situazione di disagio e la continuazione nell’uso della manifestazione d’interesse con sorteggio per le procedure di gare negoziate hanno indotto l’Ance Grosseto e i sindacati dei lavoratori delle costruzioni Filca Cisl, Fillea Cgil e Feneal Uil della provincia ad avviare una serie di iniziative che, nei prossimi mesi, si concretizzeranno in incontri con gli Enti appaltanti, tra cui i Comuni maremmani e la Provincia di Grosseto.

Sarà chiesto il diretto coinvolgimento di sindaci e del presidente della Provincia, oltre che dei responsabili dei procedimenti di gara.

Dopo sette anni di crisi, con l’abbassamento del 30% delle imprese, questo metodo del sorteggio ci preoccupa perché crea ulteriori problemi – spiega Gianni Bracciali, segretario provinciale della Fillea Cgil – e rischia di far disperdere ulteriormente il tessuto imprenditoriale”.

Supportiamo senza incertezze l’iniziativa condotta da Ance – evidenzia Pio Vitobello, segretario provinciale della Feneal Uil – per salvaguardare l’occupazione nel settore edile e per tutelare l’imprenditoria sana. La nostra provincia è una zona di rapina perché sempre più spesso le aziende che ci lavorano provengono da fuori la Maremma. Bisogna capire che le nostre ditte non hanno niente da invidiare a quelle del resto del Paese per quanto riguarda capacità tecniche e realizzative”.

L’allarme maggiore è dovuto al fatto che il metodo Start si sta diffondendo sempre di più nella nostra provincia” gli fa eco Alvaro Bellotta della Filca Cisl.

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