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Tirrenica, aeroporto e treni, Gabbrielli: “La Maremma è ancora isolata”

Un grido d'allarme che però vuole diventare al tempo stesso anche punto di svolta per il rilancio di tutto il territorio

Passano gli anni, ma i cambiamenti tanto auspicati, in termini di infrastrutture, tardano ad arrivare per un territorio come la Maremma, che resta sempre troppo isolato.

Amedeo Gabbrielli, consigliere comunale di Forza Italia Ppe a Grosseto, torna sull’argomento, ripartendo da un’annosa questione, ovvero l’Aurelia: «Mettere in sicurezza questo tratto è la soluzione più economica per le casse dello Stato, la meno impattante rispetto a un territorio di altissimo valore come la Maremma, la più veloce da realizzare e che allo stesso tempo risponde ai requisiti di sicurezza necessari. Sono già stati fatti passi avanti, come il passaggio di competenze tra Sat e Anas, unite all’individuazione delle risorse, ora però è necessario partire. La Maremma non può vivere nell’immobilismo».

Un grido d’allarme che però vuole diventare al tempo stesso anche punto di svolta per il rilancio di tutto il territorio che passa, necessariamente, dal potenziamento delle infrastrutture. Migliorare i collegamenti con il nord e il sud dell’Italia con nuove fermate dei treni nelle nostre stazioni, è un altro dei punti salienti sui quali Gabbrielli si sofferma: «In questi giorni le Ferrovie dello Stato promuovono un’iniziativa per favorire il turismo sulla costa tirrenica, prevedendo nuove fermate del Frecciarossa 1000 sulla costa ligure, in Versilia e all’Argentario. Un modo per facilitare gli spostamenti di chi proviene da Roma e Milano. Sicuramente è una buona opportunità, purtroppo non è un collegamento aggiuntivo, ma una sostituzione di due tratte già operanti del Frecciabianca. Alla fine il rapporto costi-benefici risulta sconveniente, con un aumento dei prezzi rispetto ai tempi di percorrenza invariati, visto che la linea ferroviaria non è adeguata all’alta velocità».

Gabbrielli poi, affronta anche la questione aeroporto, altro tema dibattuto da anni, con una serie di ostacoli che hanno portato a continue speranze sempre disattese: «Realizzare concretamente uno scalo civile sarebbe importantissimo, ma ci rendiamo conto che ormai è pura utopia. Sono passati tanti anni dai primi piccoli spiragli, ma blocchi e veti si sono sempre messi di traverso, al punto che crediamo sia difficile rimuoverli. Sarebbe già un passo avanti potenziare il servizio di navette che collegano Grosseto agli aeroporti civili più vicini, come quelli di Pisa e Roma».

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