Pubblicato il: 8 Novembre 2019 alle 10:11

Salute

A scuola di endometriosi: un medico di Grosseto al corso di formazione gratuito

Sono 3 milioni in Italia, 150 milioni nel mondo le donne che ne soffrono

Cristina ha sofferto sin dall’adolescenza e prima di scoprire di avere l’endometriosi nel 2013 si è sentita abbandonata. Mara, dall’età di 16 anni, aveva dolori atroci, tanto da svenire per strada, ora ne ha 18, ha già subito due interventi, fatto tanti controlli e collezionato spiegazioni assurde. Esattamente come Loredana, Claudia, Vanessa e tante altre donne affette da endometriosi, che hanno dovuto attendere più di dieci anni, prima di ricevere una diagnosi, perché è una malattia cronica che non si vede, subdola, di cui non si conoscono le cause e non esistono cure definitive, né percorsi medici di prevenzione.

Grazie al 5X1000 e alle donazioni delle sostenitrici, l’Ape Odv – Associazione progetto endometriosi ha avviato un progetto destinato a formare giovani ginecologi ed è la prima associazione di pazienti a farlo. Dall’8 al 10 novembre tra i 22 medici/ecografisti selezionati in tutta Italia, ci sarà anche il dottor Alberto Baffa, dell’ospedale Misericordia di Grosseto, al corso di formazione gratuito “Surgery & Ultrasound in Deep Endometriosis”, giunto alla terza edizione al Policlinico Gemelli di Roma, grazie al supporto di professionisti di fama internazionale, quali il professor Fiorenzo De Cicco Nardone, il dottor Carlo De Cicco Nardone, il dottor Piero Carfagna, il professor Riccardo Marana.

Sono 3 milioni in Italia, 150 milioni nel mondo le donne che ne soffrono, spesso in modo invalidante, perché l’endometriosi può occludere le tube, creare aderenze, distorcere gli organi riproduttivi; provocare dolori forti durante il ciclo e l’ovulazione, dolori durante o dopo i rapporti sessuali, dolore pelvico cronico, cistiti ricorrenti, perdite intermestruali e colon irritabile. È fondamentale ricevere una diagnosi rapida delle localizzazioni della patologia, rivolgendosi a ginecologi specializzati, che possono inquadrare correttamente la malattia, attraverso la visita ginecologica e l’integrazione di altri esami diagnostici.

Il nostro obiettivo –  afferma Annalisa Frassineti, presidente dell’Ape  – è quello di aumentare il personale sanitario che decida di occuparsi adeguatamente dell’endometriosi, attraverso professionisti in grado di fornire una diagnosi precisa e accurata, e battere sul tempo i possibili danni che la malattia nel tempo può causare, garantendo una buona qualità di vita alle donne. Il nostro sogno è che grazie a queste giornate i partecipanti possano avere l’opportunità di capire come lavora un’equipe multidisciplinare e portare la propria esperienza all’interno dei rispettivi ospedali”.

Il dottor Alberto Baffa rivela che le donne con sospetto di endometriosi che arrivano all’ospedale Misericordia di Grosseto, attraverso l’ambulatorio di ginecologia generale, sono poi indirizzate e valutate presso un ambulatorio divisionale e seguono un percorso clinico-diagnostico appropriato con visita, ecografia di II livello, eventuale risonanza magnetica nei casi dubbi. Grazie a un servizio di multidisciplinarità che consente di avere la consulenza chirurgica e urologica a disposizione, la donna è successivamente indirizzata verso un approccio di tipo medico o eventualmente chirurgico.

Grazie al mio direttore, dottor Signore, e all’Ape – sostiene Baffa -, ho la possibilità di partecipare a un corso davvero interessante per noi giovani chirurghi per approfondire da un punto di vista diagnostico e terapeutico una patologia che, pur essendo benigna, è così debilitante e invalidante per le donne che ne sono affette. Ho voluto approfondire l’aspetto diagnostico, che ritengo assolutamente fondamentale per il giusto approccio alla patologia, per poter offrire il miglior trattamento possibile alle donne che afferiscono nella struttura dove lavoro”.

Per informazioni: apendometriosi.it

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