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“Follonica fa la differenza”: i bambini realizzano un acquario nella scuola

E' stato riprodotto all'interno dell'acquario l'ecosistema marino del Golfo

Un paguro, un riccio, una bavosa e un granchio. Sono alcuni degli esemplari del mare follonichese che hanno trascorso l’inverno e parte della primavera nell’acquario della scuola primaria “Rodari” di via Palermo, dell’Istituto comprensivo Follonica 1.

I bambini e le bambine del plesso – aiutati dalle loro docenti all’interno del progetto triennale comunale “Follonica fa la differenza” – hanno riprodotto all’interno dell’acquario l’ecosistema marino del Golfo. Hanno prima sistemato sabbia, sassi e alghe tutti provenienti dal tratto di mare antistante la loro scuola, poi hanno accolto i piccoli ospiti, curandoli e nutrendoli.

Lo scorso primo giugno, insieme alle insegnanti e alla dirigente dell’Istituto comprensivo Follonica 1, Elisa Ciaffone, i bambini e le bambine hanno liberato il paguro, il riccio, la bavosa, il granchio e gli altri animali.

«Li abbiamo liberati – spiegano i bambini e le bambine di “Rodari” perché è giusto così. Il nostro percorso con loro è terminato. Ci è un po’ è dispiaciuto salutarli. Erano diventati come degli amici».

Il progetto dell’acquario didattico è stata un’attività interdisciplinare che ha impegnato alunni e insegnanti su più ambiti.

«Progetti di questo tipo permettono ai bambini e alle bambine di fare esperienze concrete di salvaguardia degli animali e dell’ambiente circostante – commenta l’assessore all’ambiente Mirjam Giorgieri –. Il nostro progetto di educazione ambientale “Follonica fa la differenza” è esteso a tutte le scuole della città, con un percorso formativo che inizia alla scuola dell’infanzia e termina alle superiori. Il nostro obiettivo è quello di rafforzare ed incrementare per ogni ciclo scolastico il concetto di sostenibilità e conoscenza del territorio».

«I nostri bambini – spiegano le docenti del plessosono rimasti spesso incantati a osservare i piccoli ospiti dell’acquario. Hanno ammirato i loro movimenti, i loro colori e hanno provato sentimenti di tenerezza nei loro confronti e desiderio di prendersene cura. È stato per noi anche un modo per fare didattica attiva, in cui i ragazzi e le ragazze hanno appreso strada facendo. Hanno studiato da vicino che cosa è un ecosistema, hanno potuto formulare ipotesi e attivare procedimenti logici riguardo, ad esempio, a quelli che potevano essere i diversi comportamenti quando la vasca veniva pulita o quando veniva somministrato il cibo».

E non solo: la scuola “Rodari”, in collaborazione con Legambiente, ha anche adottato a distanza Giulietta, una vera tartaruga Caretta caretta. Giulietta, al momento, si trova in un centro recupero tartarughe dopo che è stata recuperata in mare, mentre rischiava di soffocare per aver ingoiato della plastica.

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