Riserve naturali: accordo tra Comuni dell’Amiata e Regione per la valorizzazione

Occasione di rilancio e promozione dei parchi, riserve, oasi per i comuni del versante grossetano dell’Amiata, che possono diventare reali volani di sviluppo per il turismo e la tutela dell’ambiente e delle sue biodiversità.

I Comuni di Arcidosso, Cinigiano, Semproniano e Roccalbegna, quelli cioè che possiedono riserve, oasi e parchi, stanno firmando con la Regione Toscana una convenzione per la promozione delle riserve naturali. La Regione ha infatti scommesso su queste peculiarità ambientali ricche di flora e di fauna, del comprensorio amiatino, investendo, per l’anno corrente, 70-80mila euro per gli interventi previsti nelle riserve di tutti e quattro i Comuni, che diventeranno un contributo annuale per la riqualificazione e la valorizzazione delle aree.

In particolare, fra le altre sue peculiarità, il parco faunistico del Monte Amiata diventerà anche il luogo dedicato alla gestione degli ibridi. Si vuole così dare un segnale forte alla tutela degli allevamenti quotidianamente falcidiati dalle predazioni di animali che stanno infestando la zona, catturando gli ibridi e gestendoli nei recinti a loro dedicati.

Abbiamo firmato con la Regione Toscana – specifica il presidente dell’Unione Amiata grossetana Jacopo Mariniun secondo protocollo per la gestione degli ibridi. Il parco faunistico del Monte Amiata, infatti, possiede due recinti distinti: uno per i lupi e uno per gli ibridi. Tutti gli animali saranno dotati di un collare georeferenziato che permetterà di vedere esattamente dove si trovano. Utilizzeremo anche un’app per studiare i loro comportamenti. Un sistema collaudato, questo, dall’Olanda, che lo sta utilizzando per i mufloni europei. Per ciò che riguarda la cattura degli ibridi, sono allo studio progetti specifici”.

La possibilità di gestire ibridi e lupi che potranno costituire anche un’attrattiva per i visitatori, oltre che una fondamentale tutela per i pastori, è data dal ripristino, recentemente avvenuto, del recinto che li ospiterà (140.000 euro di investimento) e dalla ricostruzione dell’altana dalla quale i visitatori potranno osservare gli animali: “Il parco faunistico – aggiunge il presidente, che diventerà anche centro visite, è stato risistemato a regola d’arte ed è adesso sicuro per la custodia degli animali. Le reti sono state tutte ripristinate, così come l’altana. E a primavera il contributo delle Regione Toscana sarà impiegato per la risistemazione di due sentieri natura: quello che si snoda lunga il torrente Onazio e quello che dal Parco faunistico conduce fino alla Torre di David a Monte Labro”.

Il parco faunistico è una vasta area divisa in ampi recinti al cui interno sono comprese varie specie di ungulati fra le più significative della fauna appenninica: vi sono cervi, daini, mufloni, asini crociati amiatini e diverse specie di rapaci e pipistrelli, rettili e anfibi. Anche per quanto riguarda la flora sono presenti specie endemiche e rare o protette, come la viola etrusca.

Appuntamento al parco faunistico del Monte Amiata, l’11 novembre alle 11. L’occasione sarà la presentazione di una tesi di laurea: “Monte Labbro, Parco Natura, proposta di valorizzazione del parco faunistico del Monte Amiata” di Giulia de Sardo. Possibilità di pranzare in loco. Informazioni e prenotazioni al Podere dei Nobili, al numero 0564.966867.

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