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A Castiglione serrata degli stabilimenti balneari contro la legge Bolkestein

Ombrelloni chiusi anche a Castiglione della Pescaia in segno di protesta contro la legge Bolkestein, che rischia di rivoluzionare la vita degli stabilimenti balneari delle coste italiane. Quindi, questa mattina, anche il piccolo paese medioevale ha voluto dire la sua: dalle 9 alle 11, con il sostegno delle associazioni di categoria e dell’Amministrazione comunale, ogni stabilimento ha chiuso i propri ombrelloni per manifestare sugli effetti negativi della direttiva europea.

Il primo passo per affrontare il problema è riconoscere gli stabilimenti balneari come vere e proprie imprese che operano sul nostro territorio. – spiega il sindaco Giancarlo FarnetaniPer la nostra realtà, la loro presenza è importantissima, sia dal punto di vista economico, sia da quello turistico. La tradizione balneare italiana significa molto in termini di unicità e di tradizione nei confronti dell’Europa intera. Nei nostri stabilimenti, i turisti cercano e trovano accoglienza di prima qualità, servizi unici e il salvamento sulle spiagge libere: tutte caratteristiche che ci hanno permesso di raggiungere traguardi testimoniati dalla consegna della Bandiera Blu e delle Cinque Vele, che deteniamo con grande orgoglio e per i quali dobbiamo ringraziare i gestori degli stabilimenti. Adesso, abbiamo bisogno di provvedimenti per salvaguardare il turismo balneare, accorgimenti, che solo lo Stato può indicare, pur restando nelle linee generiche della legge Bolkestein. Se entro la fine di questo anno non riusciremo ad arginare con normative specifiche questo problema, ci troveremo presto di fronte ad una situazione che si preannuncia difficile”.

“La mancanza di provvedimenti in materia – continua Farnetaniporterebbe al rallentamento degli investimenti e al conseguente stop per tutta l’economia legata al turismo”.

Lo spettro del 2015, anno in cui, secondo la normativa comunitaria, si interromperebbero tutte le concessioni agli attuali stabilimenti per fare largo ad un’asta in cui nessuno avrà la priorità (neanche chi deteneva lo stabilimento prima di quella data e a dispetto degli investimenti fatti), favorendo così i grandi gruppi dalle enormi risorse economiche, preoccupa anche i rappresentanti delle associazioni: “Il lavoro che svolgiamo è prezioso – spiega Attilio Ganozzi, presidente Fipa -. Ringraziamo l’Amministrazione per l’appoggio dimostrato e chiediamo a tutti i rappresentanti degli stabilimenti di essere coesi su questo problema. Non vogliamo diventare dipendenti delle multinazionali, ma intendiamo rimanere la base di quel tessuto insostituibile che è rappresentato dalla piccola impresa”. In conclusione dell’incontro, anche il neo assessore al Demanio Daniele Bartoletti ha commentato: “Proteggere la nostra identità diventa un dovere. Chiediamo che i criteri per il rinnovo delle concessioni siano a garanzia delle imprese e a tutela della continuità”.

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